da L’Inchiesta del 23 febbraio 2016 – Partendo dalla velenosa « polemica politica sul ruolo svolto dal Pd, l’articolo sembra ignorare completamente la portata storica della riunione dei sindaci del 18 febbraio di quest’anno»: così Marco Galli, sindaco di Ceprano, è intervenuto nelle scorse ore sul web per confutare l’opinione espressa nella rubrica “Diario settimanale” del nostro giornale.
La posizione del Sindaco di Ceprano Marco Galli
Galli in particolare parte «dalla riunione dei sindaci che è avvenuta il 14 luglio del 2014 e che ha visto i sindaci di questa provincia svolgere un ruolo variegato rispetto a ciò che rappresenta il colosso Acea. Perché in quella sede si approvò l’aumento delle tariffe e senza quel passaggio, sbagliato o giusto che sia, il 18 febbraio non si sarebbe potuta attivare la procedura ex art. 34 della Convenzione che dovrebbe portare, in tempi più o meno lunghi, alla risoluzione del contratto con l’attuale gestore del servizio idrico. Io fui uno dei diciannove sindaci che votarono contro, non per convenienza ma perché in quella sede mi trovai di fronte uno spettacolo indecente e anche perché, da poco insediato, ebbi quasi zero giorni per studiare la documentazione afferente all’aumento surrichiamato e al piano degli investimenti 2014/2017. Dopodiché Ceprano iniziò un percorso tutto particolare, visto che il comune concesse un proprio spazio a due associazioni e al coordinamento “Acqua Pubblica”, con lo scopo di tutelare i cittadini».
Galli, inoltre pone l’accento sull’approvazione dell’emendamento relativo alla legge 238/2015: «I rappresentanti di tutte le comunità di questa provincia, insieme e per la prima volta, chiedono alla Regione di procedere rapidamente all’attuazione di una legge che, ricollocando l’acqua al suo posto, ovvero, definendola bene pubblico, diritto inalienabile, disinnescherebbe qualsiasi operazione commerciale da parte dei gestori del servizio idrico».
Gli argomenti di Mario Antonellis, leader del Coordinamento Acqua Pubblica
Ieri a margine delle argomentazioni in campo è intervenuto Mario Antonellis, leader del Coordinamento Acqua Pubblica: «Caro Sindaco Galli – ha esordito – ho letto il suo intervento sul blog di Alessio Porcu e devo testimoniare che lei in realtà non ci conosce nemmeno e, anzi, non ha voluto mai confrontarsi con noi. Se lo avesse fatto avrebbe compreso che aveva iniziato benissimo il suo mandato votando contro gli aumenti tariffari il 14 luglio 2014 e che si doveva battere su quella linea.
La risoluzione Contrattuale è un obbligo non una opportunità. Questa nostra richiesta parte da lontano e c’erano tutti i presupposti per poterla attivare già da tempi non sospetti, a patto che la STO e l’Autorità d’Ambito avessero fatto degnamente il proprio lavoro. Quale? Quello di mettere in mora il gestore con le necessarie e inoppugnabili contestazioni sulle inadempienze macroscopiche e conclamate. Non è andata così e purtroppo quella del 18 è una votazione di puro indirizzo politico».
«Ora – sottolinea Antonellis – sono tutti per la risoluzione contrattuale: bene, quindi avevamo ragione da sempre! Ma ci deve essere un deliberato di sostanza dietro l’indirizzo amministrativo come lei sa bene.
Qui il problema non è tanto la condotta dell’Assemblea scandalosa e i vizi di forma della votazione ma il deliberato approvato che fa acqua da tutte le parti. Quando avrà modo di capire per fine e per segno il documento che è stato approvato, e le sue pezze d’appoggio, vedrà che ci darà ragione su tutta la linea».
Antonellis si sofferma su due aspetti: «Prima di tutto – afferma – in un colpo solo si è dato per scontato che tutte le inadempienze antecedenti al 2014 non dovevano essere assolutamente contestate perché Acea ha ragione. Poi, per quanto riguarda quelle successive al 2014 e relative al piano d’ambito barzelletta dei 62Milioni di € (di lavori che in realtà dovevano essere già stati realizzati entro il 2013), la STO lascia intendere addirittura che i costi operativi per realizzarli sono stati addirittura sottostimati. Con queste “armi”, la guerra è persa in partenza ed è bene che si sappia.
Per far capire bene ai cittadini di cosa stiamo parlando è come dire che invece di contestare il fatto che non sia stato realizzato il ponte di Messina si contesta invece la macata realizzazione di un ponticello su un piccolo torrente. Ma c’è di più – e fa partire un’altra stoccata -: siamo stati i soli a sostenere che la STO andava cacciata in danno come l’Acea e adesso tutti i fatti ci danno ragione. Le evidenti “negligenze” dell’Autorità d’Ambito e della STO pesano come un macigno sullo scandalo dei S.I. in terra di ciociaria. Come si dice: tre indizi fanno la prova.
E’ il commissario ad ACTA nominato per la faccenda della mancata rivisitazione delle tariffe che dice testualmente, che nella determinazione dei conguagli ha operato solo su dati forniti da ACEA e non come doveva essere su quelli dell’organo tecnico. Umiliante poi la sentenza del TAR di Latina che dà ragione ad ACEA perchè appunto non c’è traccia delle contestazioni al Gestore. Per questo i cittadini inermi ne stanno pagando le conseguenze 75Milioni di € di conguagli. Ed infine la requisitoria spietata contro la STO da parte dell’Aeegsi che nel dare il verdetto finale sulle tariffe provvisorie – che lei giustamente caro Sindaco Galli non aveva approvato – pone il dito nella piaga sulle “negligenze” della STO e dell’autorità d’Ambito in toto, comminando un conguaglio da sballo ai soliti cittadini inermi di oltre 53Milioni di €. Questo caro Sindaco Galli come doveroso contributo alla verità e per onestà intellettuale».
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