intervista raccolta da Antonella Necci – Cose da ricordare per non essere messi nel …Sacco. Il signor Alberto Valleriani, Presidente e coordinatore di Re.Tu.Va.Sa, comincia l’intervista spiegandomi, con gentilezza, perché, nel lontano 2008, lui, e altri tre amici, indignati per quanto si cominciava a sapere sul riciclo illegale dei rifiuti da parte delle aziende chimiche del territorio di Colleferro, decidessero di costituirsi “parte civile” per la ricerca della verità. Da qui l’idea di far nascere un’associazione per la difesa e la tutela dei cittadini, che possedesse in sé la possibilità di aggregarsi con tutti coloro che si sentissero sufficientemente indignati tanto da bloccare ulteriori illegali smaltimenti di rifiuti. Una Rete fatta di tanti individui tra loro uniti solo dal filo conduttore di tutelare la propria salute e quella dei propri figli. Senza collegamenti politici o burocratici di sorta. ReTuVaSa, appunto.
Questa associazione, oggi diventata un’Onlus,continua, sia pure tra le innumerevoli difficoltà poste dal ” castello” della burocrazia politica, a far sentire la sua voce, che risuona nelle sale Consiliari e in quelle dei Convegni dei singoli comuni della provincia a Sud di Roma, e nella provincia di Frosinone, come la “nota stonata” in un concerto di benpensanti, conformisti, piegati alla ragione comune, e alla necessità di mantenere una coltre di mistero sui Reati ambientali di cui la Valle del Sacco è, è stata, e forse sarà ancora per chissà quanto, la Vittima sacrificale.
Mentre Valleriani mi parla delle indagini Epidemiologiche svolte dall’Istituto di Epidemiologia del Lazio, che hanno portato alla luce la presenza di “Betaesaclorociclorsano”, che è un isomero del Lindano, un pesticida presente nei rifiuti tossici della BDP di Colleferro, e smaltiti “alla buona” nel territorio circostante per decenni, la prima domanda che mi viene in mente, e che chiedo è:
1. Ma se nella Terra dei Fuochi, si imputa il disastro ambientale alla Camorra, qui, nella Valle del Sacco, chi deve essere considerato colpevole? Una Camorra nostrana?
Valleriani si blocca e mi guarda. Non se lo aspettava. Mi risponde che probabilmente non c’entrano le ecomafie, ma che tutto ciò era semplicemente un malcostume diffuso. Insomma non la reale consapevolezza di inquinare il territorio circostante, ma la necessità di smaltire a costo zero i rifiuti chimici, fingendo di non sapere, che proprio perchè tali, avrebbero inquinato sia il territorio che le acque del fiume che scorreva nelle vicinanze.
2. Chi erano Sindaco e assessori di Colleferro negli anni dal 1993 al 2008? Chi è che fingeva di non sapere?
Diplomaticamente, Valleriani mi spiega che dopo qualche tempo dal ritrovamento dei fusti tossici, viene individuato, nel 1993, un colpevole, nella figura di un ingegnere della BPD. Una sorta di capro espiatorio da dare in pasto alla folla affamata. Poi il caso, che assume portata nazionale, della morte delle mucche della signora Annina, per passare ai diffusi casi di tumore, di cui non solo non si individuano le reali colpevolezze, ma che porgono lo spunto per trattare da ignoranti tutti coloro che vogliono sapere la verità. L’uso comune di dare lavoro a costo dell’incolumità fisica delle persone che all’epoca vivevano in una zona prevalentemente agricola e che in poco tempo si ritrovarono nel pieno di una sorta di boom economico sul finire degli anni ’90,è,a quanto pare, un’usanza diffusa. E non solo nella Valle del Sacco. Tagliamo corto, visto che tanto abbiamo già capito che dall’individuazione delle responsabilità non se ne esce.
3. Oggi la Valle del Sacco, che consiste in un’area di circa 7000 ettari, è stata dichiarata SIN (Sito di Interesse Nazionale). Cosa si sta facendo per la sua bonifica?
Valleriani ricorda che, grazie all’on. Pilozzi, si è riusciti, in extremis, a far inserire nella Legge di Stabilità, un finanziamento di 10 milioni di euro da ripartire in 5 milioni nel 2016 e 5 milioni nel 2017. inoltre ci sono anche 20 milioni in serbo che erano già stati assegnati e che permetteranno un primo intervento. Nonostante le cifre siano così elevate, sono sicuramente insufficienti visto che l’ISPRA calcola che ci sia stato un danno ambientale di circa 660 milioni di euro. Si ricorda infine, che in questo momento, l’utilizzo del suolo agricolo, in particolar modo lungo le sponde del fiume, è notevolmente ridotto e che le poche industrie ivi presenti, devono eseguire lo smaltimento dei rifiuti in una modalità lecita, non più nelle aree che allora erano adibite a questo come ad esempio in quelle chiamate Arpa 1 e Arpa 2, attualmente in fase di bonifica e e situate nella zona di Colleferro.
4. Il Coordinamento dei Comuni della Valle del Sacco, costituitosi proprio a seguito del declassamento da SIN a SIR della succitata area, a causa della sbagliata valutazione da parte del Decreto Clini, sta facendo qualcosa di concreto? Qualcosa che porti l’attenzione nazionale su tale territorio?
Valleriani risponde che il Coordinamento dei Comuni della Valle del Sacco ha una funzione essenziale per il territorio ma che riconoscere l’annessione continua dei singoli comuni, cosa che avviene puntualmente ad ogni riunione mensile, è positivo ma porta via tempo prezioso, perchè i sindaci dei nuovi comuni aderenti,” caduti dal pero”, aggiungo io, vogliono essere messi a parte sulla situazione,” come dei fanciulli ignari di vivere dove vivono”, questo lo aggiungo io di nuovo, e pertanto i Coordinatori devono ogni volta ricominciare determinati discorsi da capo, senza giungere mai ad una sostanziale conclusione. Valleriani sorride alla mia metafora e continua insistendo sulla necessità di concretizzare gli sforzi e iniziare a programmare azioni risolutive. Il concetto delle “Chiacchiere stanno a zero”, non fa parte dei tempi della politica, e per finire la prima puntata di un’intervista che avrà un suo seguito, Valleriani mi mostra la locandina di un interessante convegno che si terrà a Ceprano il 28 Febbraio, dove a ReTuVaSa, sia pure invitata, non è stata data l’opportunità, tra i relatori, di narrare inadempienze amministrative, stato dell’arte, possibili azioni per il futuro. Evidentemente, ma questo lo aggiungo io, perchè serve qualcuno che parli fornendo un ‘input’ alla politica per farsi bella di fronte ai propri elettori, per dare l’idea che di una certa cosa se ne parla, si, ma quel tanto che basta per spendere qualche piacevole pomeriggio in compagnia e a mettersi in mostra.
Intanto la gente continua a morire ammalandosi di tumore, continua Valleriani, e gli Ospedali della zona o sono spariti o stanno subendo un drastico ridimensionamento. Uno dei motivi può, forse, imputarsi all’esigua consistenza di elettorato di questo territorio. A conclusione dell’intervista chiedo a bruciapelo:
5. Perchè Zingaretti non vuole proprio venire da queste parti, nonostante gli inviti reiterati da parte di tanti sindaci del territorio?
Perchè alcuni potrebbero prenderlo a schiaffi, soprattutto per come ha trattato il territorio sulla la questione inerente lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, su quella del comparto sanitario, su quella dell’acqua . Senza polemizzare, un invito a Zingaretti vorremmo rivolgerlo anche noi di ReTuVaSa. Che venga pure a prendere atto e coscienza di ciò che è stato e ciò che è ancora questo territorio non molto lontano da Roma Capitale.
21/02/2016
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