dal Comitato ANPI – Provincia di Frosinone – Su invito dell’Istituto Tecnico Economico (già Ragioneria) di Ceprano, si è svolta ieri una conferenza dell’ANPI provinciale sul tema dei confini orientali e della vicenda delle foibe, cui hanno partecipato oltre sessanta studenti e studentesse delle classi terze, quarte e quinte. L’iniziativa ha avuto luogo nella Sala consiliare “Sandro Pertini”, luogo istituzionale per eccellenza e quindi idoneo per solennità e per simbolicità democratica.
La conferenza ha trattato la questione delle terre del confine orientale italiano con un excursus storico-politico ampio, accennando alla formazione delle idee irredentiste già a partire dal 1866, fra la II e la III guerra d’Indipendenza, e proseguendo fino al 1960 con la fine delle migrazioni degli istriano-dalmati.
Sono state illustrate, sia pure sinteticamente, le varie fasi che hanno interessato quell’area, con le sue anche notevoli estensioni al di qua e al di là a seconda degli esiti che le campagne militari registravano nel corso di un secolo (ad esmpio la provincia di Lubiana o l’Adriatische Kunstenland).
Le cause di una rimozione
Su questa ricognizione storica si è incentrato il ragionamento sulle cause della effettiva rimozione che questa parte di storia recente ha subìto per decenni.
E’ stato posto l’accento sulla ferocia della dominazione dell’Italia fascista (ma anche pre-fascista) su quelle popolazioni, sia sul piano della repressione brutale e sanguinaria, sia su quello atroce della distruzione della loro identità e della loro cultura, a partire dal divieto di uso della lingua e dei nomi slavi di persone e città fino all’incendio delle strutture della cultura come teatri, biblioteche e circoli associativi.
E’ stata offerta una valutazione critica anche delle diverse posizioni degli storici, che ancora oggi, anche per le difficoltà o impossibilità incontrate nel reperimento di documenti di archivi finora secretati, non hanno trovato una concordanza neppure sulle cifre dei vari massacri succedutisi.
Contestualizzando i fatti, e illustrando quale fosse via via il clima in cui essi si sono prodotti, è stata rappresentata agli studenti una lettura il più possibile fedele alla verità degli avvenimenti e delle responsabilità, con l’obiettivo di far emergere la diffusissima mole di travisamenti, di vere e proprie falsificazioni, e di utilizzo strumentale e propagandistico di tragedie umane pesantissime.
Abbiamo registrato una forte attenzione degli studenti, che al termine dell’esposizione hanno chiesto qualche chiarimento ed espresso la loro soddisfazione per l’attività svolta.
Nel ringraziare le Autorità scolastiche ed in particolare le insegnanti che si sono impegnate per il progetto, l’ANPI auspica nuove proficue occasioni di collaborazione ed esprime il proprio compiacimento per l’accoglienza riservataci e per l’ottimo lavoro svolto a vantaggio degli studenti e della loro formazione critica.
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