Comunicato dell’Associazione Culturale Pequod – Un’altra utile giornata è stata quella promossa dall’Associazione Culturale Pequod dove è stato ospite il prof. Fausto Pellecchia, che ha letto, analizzato e discusso assieme alla platea il “Capitalismo come religione” di Walter Benjamin, il tutto coadiuvato dalla prof. Daniela Mastracci. Ne è venuto fuori un quadro disarmante e veritiero dove il capitalismo è divenuto appunto una religione, e come una religione è fine all’appagamento di se stesso, del proprio benessere.
Ma oltre alla questione “religiosa-filosofica”, c’è una questione pratica, cioè un’economia attuale basata principalmente sulla speculazione e l’interesse, sull’investimento frenetico a discapito dei più deboli, un economia che porta a rincorrere un futuro che non c’è, un po come a rincorrere l’orizzonte che una volta quasi toccato ce ne è un altro subito dopo, una corsa assidua e faticosa che ci distrugge e distoglie dal presente, quindi dal vivere. Sì, perchè noi viviamo ogni secondo che passa, e quando questo presente viene a mancare, ogni volta viene a mancare anche il respiro. Così facendo si crea uno stallo, dove chi possiede di più continuerà a respirare e chi di meno sarà sempre più affannato. Il capitalismo ha vinto per innumerevoli motivi e responsabilità fatte e decise da chi ci ha governato e governa dettando linee politiche errate, per chi ha diretto e dirige multinazionali che non rispettano regole e contratti, per chi attraverso i mass media e la comunicazione persuasiva ha imbrogliato e influenzato i comportamenti delle persone, per chi manovra e sposta miliardi di euro semplicemente con un click dal computer, per chi preferisce investire nel cemento piuttosto che sul rinnovabile, per dirne solo una e non citarne altre cento. Per questo e tanto altro il sistema si tiene in piedi, ma come ogni cosa sarò destinato a finire per essere superato da altro, perchè c’è sempre una forza parallela che corre, lotta e cerca di superare l’altra. Non importa la difficoltà e lo spessore dell’impresa e non importa se la forza contro la quale corriamo sia 10000000 più potente di noi, l’importante è continuare a correre e contrastare, ma non come corre il capitalismo, cioè come detto prima, verso il niente, ma correre verso l’opposto del niente, cioè verso il tutto. Lottiamo dunque.!!
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