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rispettiamoci 350 260Fausta L’Insognata Dumano – Amore criminale, un convegno di estrema attualità venerdì all’ istituto Bragaglia di Frosinone. Considerata l’escalation di femminicidi in questi giorni il convegno diventa un momento importante, in questo articolo non ti parlerò della scrittrice ospite, dei relatori a cui dedicheremo un altro post, voglio parlarti della locandina curata e realizzata dal prof Mario Ritarossi, docente di arti figurative al Liceo artistico. L’immagine che ha scelto per raffigurare l’amore violento, l’amore criminale viene da lontano “Il ratto di Proserpina”, colleghi subito l’ immagine alla scultura del Bernini, alla galleria Borghese.

Il ratto di Proserpina: violenza e maschilismo

L’assassino non bussa, ha le chiavi di casa e spesso agisce nel silenzio complice di chi sa. E allora il mito di Prosperpina offre interessanti spunti di riflessione, figlia di Giove e di Cerere o Demetra, dea dell’agricoltura e della fertilità. Plutone si innamora della giovane Proserpina e la rapisce, si giunge ad un compromesso con Giove, la fanciulla vivrà sei mesi con la mamma, in quei mesi la natura è fertile, produce, sei mesi nell’Ade con Plutone sono i mesi autunnali e invernali.
A siglare un accordo di privazione della libertà della fanciulla è un uomo. Ovviamente questa scelta operata dal prof Ritarossi è veramente significativa, perché va proprio alla radice del problema, la fanciulla è prigioniera di uno schema maschile, della società patriarcale, quella società che in Italia ha accettato fino a poco tempo fa il matrimonio riparatore, a cui si ribellò per prima la coraggiosa Viola. Nella realizzazione della locandina appare il momento culmine, la sofferenza della fanciulla.
Fermati osserva la locandina, anche la realizzazione di una locandina è arte, con i suoi messaggi da decodificare, l’amore malato, quello criminale viene da lontano, un accordo mitologico che consente la segregazione di una donna per sei mesi l’anno. E’ attraverso la cultura che bisogna partire per educare al rispetto, per non generare mostri.

 
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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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