regionericca popoloinmiseria 350 260 b

regionericca popoloinmiseria 350 260 bdi Ignazio Mazzoli – “Semplicemente non esistevamo, con noi si parla, ci ascoltano, oggi siamo in una fase nuova”. Questo è uno dei motivi conduttori del rendiconto che Gino Rossi ha fatto agli altri disoccupati venerdì 29 nell’Aula Consigliare della Provincia.
Forse si riferiva solo al fatto che non erano più “4 amici al bar” che pretestavano come nel lontano 28 ottobre 2014 nella Biblioteca del Comune di Anagni? No. Cosa importante, che interessa a tutti, crediamo, è sapere e capire che cosa sia sul tappeto oggi dopo aver aperto il dialogo con tanti interlocutori e soprattutto con le Istituzioni. In primo luogo è cresciuta la platea interessata alle proposte e alle iniziative del Comitato promotore della Vertenza Frusinate insieme al dialogo aperto con alcuni partiti e rappresentanti di questi. Perché non tutti? Qualcuno si è anche arreso restando in disparte, ma sicuramente la più gran parte delle forze politiche riconosce in questi disoccupati organizzati un soggetto con cui trattare.

Per un reddito di sopravvivenza

Ci sono ormai sul tappeto questioni impegnative di contenuto dei possibili interventi da decidere. E’ ormai aperta la strada ad una discussione che richiede un approdo sulla legge per un reddito di sostegno che non può essere liquidata solo con un NO. Non sono solo le regioni Puglia e Friuli, solitamente le più citate, ad averlo definito, ma almeno altre cinque dalla Basilicata all’Umbria per non parlare di analoghe misure adottate addirittura da un comune, come quello di Livorno. Nelle orecchie di chi ha partecipato alla riunione in Regione il giorno 28 scorso risuonano ancora le parole della Consigliera Silvana Denicolò: «occorre sfatare il falso mito dell’assistenzialismo nel reddito di cittadinanza-reddito minimo garantito perché si tratta di pensare seriamente alla giustizia sociale, in UE sono altamente favorevoli a tale misura per l’Italia, il Lazio deve fare uno sforzo in questo senso». La mancata equità e giustizia sociale ci ha messo di fronte venerdì us un uomo con una tanica di benzina nella mano destra, un accendino nell’altra. Ha minacciato di darsi fuoco perché disperato. “Non vi muovete o mi do fuoco”, intimidiva angosciato, Antonio di 63 anni ex operaio della Multiservizi del Comune di Frosinone.
Ci sono proposte già presentate? Ormai bisogna discuterle, anche se fra i proponenti non ci sono espressioni della maggioranza. Francamente il NO stroncante di Lucia Valente non è comprensibile e non è giustificabile. Può spiegarsi solo some un atto di sudditanza alle posizioni di Matteo Renzi e di servile rifiuto di un confronto vero fra forze politiche. Ma che razza di dialogo politico è quello che non affrontare proposte solo perché avanzate da un partito di opposizione. Questi che dicono no hanno alternative reali e di pari effetto da proporre?

To’ chi si rivede! L’Accordo di Programma Anagni-Frosinone

L’altra questione che ritorna sul tappeto è l’Accordo di Programma che nel primo tavolo InterIstuzionale sembrava definitivamente liquidato. Si tratta di due voci autorevoli, il Prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli, sicuramente non di parte, e una lettera al ministro Giuliano Poletti, del Vicepresidente Andrea Amata che riprende un punto-proposta del documento presentato a Roma dal Presidente Antonio Pompeo: «Tanti sono stati i tentativi di invertire la tendenza, anche con strumenti potenzialmente efficaci come l’Accordo di Programma per l’Area Nord che però si è arenato nel momento in cui la cabina di regia è stata sottratta al territorio e spostata su altri tavoli. Sicuramente il problema dello sviluppo e del rilancio è di stretta attualità nella nostra provincia, ma l’urgenza al momento è proprio quella di intervenire sull’emergenza e il sostentamento di una nutrita platea di cittadini».
Non si tratta solo di riprendere una proposta, ma di fare chiarezze sui reali impacci che hanno bloccato quell’accordo. Se il Prefetto di Frosinone avvierà un ricerca o una indagine come ha dichiarato nell’incontro del 22 gennaio con i disoccupati sarà un bene per tutti specie dopo le dichiarazioni ascoltate a Roma e riferite da Gino Rossi, secondo le quali l’AdP sarebbe servito, con l’intesa di tutti (?), solo per soccorrere le industrie farmaceutiche dell’area nord della provincia di Frosinone. E’ vero? Tutti devono sapere la verità perché se questa fosse sarebbe un’enormità incommensurabile. L’Adp si avvia con questa dichiarazione e questo intento «La crisi industriale che colpisce attualmente il sistema territoriale che ha come epicentro Anagni e Frosinone può trovare soluzione solo in un profondo processo di riorganizzazione e riconversione produttiva» E dov’è “il un profondo processo di riorganizzazione e riconversione produttiva”? E’ forse nei 60 posti ipotizzati della Sanofi per 60 milioni; a un milione a posto. Ma scherziamo? Si dica a tutto il frusinate la verità e si ripristini il dettato originario dell’Adp.

In questo febbraio, da poche ore partito, ci sarà anche un’altra novità: sarà pubblicato il bando per il riuso del sito ex-Videocon. Questo evento fa parte della fase nuova. Ci si augura che la costruzione del bando sia condivisa e trasparente e includa la premialità per quelle aziende che prevedono di assumere una percentuale di ex lavoratori Vdc.

Il nuovo c’è. Eccome. Necessita un confronto pubblico e solo nell’aula del Consiglio Regionale può svolgersi, affrontando in quella sede la Mozione 352. I consiglieri che l’hanno firmata ne chiedano l’immediata discussione ormai c’è tanta carne a cuocere. Forse anche troppo.
E qualche altro la smetta di preoccuparsi solo del voto della prossima primavera.

1 febbraio 2016

 
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