L Bragaglia

L Bragagliadi Fausta L’Insognata Dumano – Due giorni intensi con Leonardo Bragaglia, l’ ultimo erede degli illustri artisti di Frosinone. In questi giorni sono stati spesi fiumi di inchiostro su suo padre Alberto, in occasione dei 120 anni della nascita, anche noi di unoetre.it abbiamo acceso i riflettori su Alberto.
Questi due giorni sono stati l’occasione anche per conoscere meglio Leonardo. Prima cosa sono rimasta colpita dalla sua generosità, in occasione dell’ intitolazione della biblioteca ad Alberto (quella alla stazione) ha donato tutta la biblioteca del padre compresi manoscritti inediti, al fondo della biblioteca.
Blocco notes, seduta accanto a lui, ho preso tanti appunti, aneddoti, ma voglio raccontarvi due tre cose su Leonardo….perché anche lui è un artista.

La sua vita per il teatro

Una vita dedicata al teatro, attore, saggista, regista teatrale. Un figlio d’arte, i Bragaglia, grazie all’ambiente fertile è scoppiata la sua passione frequentando sin da bambino i maggiori teatri.
A15 anni fu “scritturato” nella compagnia teatrale di zio Anton Giulio, frequenta l’accademia nazionale di Silvio D’Amico. A Milano conosce il Bacchelli….lavora con lui. 60anni sulla scena. Nel cinema con De Sica, Manfredi, la Magnani, che donna, sospira. Una memoria di ferro, il teatro di zio Anton Giulio era avanguardia a via Veneto, la Magnani recitava li…Determinante l’ incontro con Ruggeri, al quale ha dedicato 4 libri. Alla Rai incontra Mario Scaccia….i suoi ricordi corrono a Arnoldo Foà….Un velo di tristezza….oggi non ci sono più attori di teatro. Una cinquantina di testi, molti saggi e biografie, tra cui quella di Maria Callas, a cui era molto legato. Prendo appunti. Mi fa scoprire il Bacchelli, romanziere nella veste di autore teatrale, mentre continua a citare aneddoti, ridendo annuncia che la sua autobiografia uscirà dopo la sua morte, per ora è chiusa in un cassetto, intanto gli annuncio che nella mia autobiografia gli dedicherò un capitolo, perché mi ha stimolato la ricerca delle figure femminili di casa Bragaglia, un terreno ancora sconosciuto, mi regala delle chicche. A tavola, unica donna in un “cenacolo” di artisti e intellettuali, mi sento “privilegiata” chiama a raccolta il suo giovane editore Paolo Emilio Persiani “non perderla di vista le ho affidato la storia delle donne Bragaglia”…..un contributo economico agli studenti che si occupano della ricerca di scritti di mio padre. Apre la sua valigetta mi dona dei suoi saggi e la “mia casa è aperta alla ricercatrice dei Bragaglia” …..

 
Vuoi dire la tua su unoetre.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

regime-attività

Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.