atalanta frosinone serie a 350 260

atalanta frosinone serie a 350 260di Armando Mirabella – Non aveva che un risultato il Frosinone: vincere. Di fronte l’Atalanta che domenica aveva preso a pallonate l’Inter di Mancini salva solo grazie alle prodezze di “Benji” Handanovic.
Nel primo tempo il Frosinone, schierato con i tre interni Chibsah, Gori e Sammarco, finalmente ha i propri uomini pronti subito ad accorciare sul portatore di palla atalantino. Difesa con l’ottimo Matteo Ciofani, coppia di centrali senza fronzoli Ajeti e del discusso ma oggi positivo Blanchard, e la garanzia del barbiere Pavlovic, mancino con la rasoiata di interno facile. Si è rivisto il Dionisi di Sassuolo efficace in fase di copertura a sinistra e un Paganini che non trasforma in forza motrice per la squadra la sua energia cinetica. Minuto 31: perfetta punizione di Pavlovic, palla sulla parte corta dell’area piccola Dionisi, anticipando Ajeti, conclude a lato. Passano dieci minuti quando Paganini si lancia su di un rimpallo ed anziché concludere al volo di collo tenta un piattone: palla su Marte. Sta qui il campionato del Frosinone: al primo errore viene punito, lui, invece, è troppo misericordioso.

Attaccanti canarini bloccati, ma anche l’Atalanta per fortuna perde l’occasionissima

Reja, sa che il Frosinone non sa attaccare squadre schierate, e allora piazza due linee molto strette davanti al portiere, in cui giganteggia l’olandese, de Roon, classe 91, che passa il primo tempo alla Cerezo, distribuendo palloni ad un solo tocco. Spogliata di Alberto Grassi (1995), al Napoli per 10 milioni, l’Atalanta aspetta che gli avversari calino per tentare la zampata soprattutto con il bomber tascabile Gomez che, al minuto 44, scappa in contropiede e serve al giramondo Monachello che incrociando permette a Leali di tenere chiusa la porta.
Nel secondo tempo Dionisi e Ciofani, la cui movenze ricordano quelle di un pupo siciliano, non impegnano mai la promessa azzurra Sportiello. Come previsto da Reja l’intensità del centrocampo di Stellone, complici il giallo di Gori (salterà la Roma) e il crollo di Chibsah, cala. L’Atalanta guadagna campo, il Frosinone mette metri tra i suoi difendenti e il portatore di palla avversaria, le ripartenze della Dea sono sempre più pericolose. I cambi allargano il fossato: entrano Dennis e Diamanti, già titolari della nazionale argentina e italiana, Stellone risponde con il fuscello Longo e Kragl. Qualche lampo dal terzo cambio Soddimo. Finale con la fascia destra gialloazzurra terra di conquista. L’Atalanta ha l’occasionissima col Papu Gomez che spara alta una palla che avrebbe ucciso il campionato del Frosinone che questa volta lascia la sua porta inviolata: la nota lieta da cui ripartire

 
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