di Marco Maddalena* – Siamo vicini alla data della scadenza dei termini per la valutazione della proposta di Acea Spa di fondere Acea Ato2 e Acea Ato 5, gestori del servizio idrico delle province di Roma e Frosinone. Si ricorda infatti che con una lettera, datata 23 dicembre, Acea avanza l’istanza di fusione tra i due Ato.
La proposta di fusione, ai sensi dell’Art. 29 comma 4 della Convenzione per l’affidamento del SII(sistema idrico integrato) dell’Ato 5, prevede la richiesta di espressione mediante il parere di gradimento della Conferenza d’Ambito entro sessanta giorni
Un fatto che è stato completamente ignorato dai 91 comuni del territorio provinciale interessati da questa operazione e che, scaduti i termini entro i quali è possibile esprimere parere da parte dell’Autorità d’Ambito, sarà ritenuto accettato per il “silenzio assenso “
Tale scelta comporterebbe la modificazione soggettiva dell’Ente affidatario della gestione del nostro servizio idrico integrato. Permettendo al gestore privato di mettere le basi per divenire il gestore unico della Regione Lazio. Il mancato coinvolgendo dei Comuni interessati, svilisce i principi della trasparenza, del rispetto degli enti locali, dell’esito referendario e i fondamenti della Legge Regionale 5/2014 per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Un’operazione che aggredisce il più elementare rispetto della democrazia
E’ con tutta evidenza un’operazione che aggredisce il più elementare rispetto della democrazia, che non tiene conto di quanto, dal Referndum del 2011, passando per la legge regionale n.5/2014, fino ad arrivare al lavoro in itinere sulla ridefinizione degli ambiti idrografici (p.l 238) in Regione, è stato stabilito per volontà popolare e politica.
Ribadiamo infatti che per quanto ci riguarda e per quanto previsto dalla norma approvata in Consiglio regionale sono proprio le comunità locali a doversi esprimere sul tema della gestione dell’acqua..
Non è accettabile infatti che con una operazione di tipo esclusivamente societario si possa bypassare la volontà politica delle amministrazioni comunali. Per tale motivo è necessario che il Consiglio Comunale di Ferentino discuta immediatamente sulla proposta di fusione degli ambiti territoriali delle province di Roma e Frosinone e ponga fine alle inadempienze del gestore privato sul nostro territorio con la richiesta di risoluzione contrattuale per colpa.
*Capogruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà
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