da Gaetano Ambrosiano* – Guardare la Sinistra del PM10 – Facciamo qualche piccolo cenno per far comprendere ai nostri lettori le origini delle polvere sottili le cui fonti di emissione sono: i trasporti (stradali, ferroviari, aerei e lacustri), l’industria e l’artigianato, le economie domestiche e l’agricoltura e selvicoltura.I trasporti contribuiscono alla formazione delle PM10 soprattutto mediante l’abrasione e l’usura (freni e pneumatici), la risospensione della polvere depositata sulle strade, ma anche attraverso l’emissione dei gas di scarico.
In industria e artigianato le particelle si formano durante processi come la lavorazione di metalli o la produzione di materiale per l’edilizia e l’attività edile stessa. Nelle economie domestiche la principale fonte di polveri sottili è la combustione della legna. Risulta essere problematica anche la combustione di scarti e rifiuti di ogni genere. C’è anche l’agricoltura e selvicoltura dove le polveri hanno origine dall’utilizzo di macchinari a diesel e mediante altri processi, come ad esempio la dispersione di ammoniaca a seguito di deposito di letame e della concimazione dei campi agricoli….ma forse non è il nostro caso vista la scarsa attività agricola della nostra area.
I provvedimenti adottati dalle amministrazioni comunali non tengono conto “né della sua reale efficacia, né delle sue ripercussioni pesantemente negative in altri ambiti”. Lasciano dubbi con l’ampliamento della fascia oraria e nel quasi totale impossibilità di entrare nella continuità di chiusura al traffico non per un fatto corporativo, ma perché sulla base di analisi condotte già diverso tempo fa è emerso che sulla qualità dell’aria nella città di Frosinone incide di più la Monti Lepini, l’autostrada e la linea ferroviaria, che non quelle derivanti dal traffico nella piccola superfice della viabilità cittadina.
Prima di tutto conoscere le cause del fenomeno
Importante è conoscere le cause del fenomeno per agire in maniera il più possibile mirata. Oltretutto come il CNR dichiara le polveri sottili hanno un corso di posa dalla sospensione in aria di circa 15 giorni con un blocco totale, da qui il conto dell’efficacia dell’azione è chiara, e da qui chiediamo come l’amministrazione intervenga su una causa con una soluzione che potrebbe verificarsi secondaria nell’aumento delle polveri sottili. Dal nostro punto di vista crediamo che non sia questo il modo con cui si può risolvere il problema dell’inquinamento da PM10. Così facendo si ottiene al massimo un risultato momentaneo e sporadico e in compenso si generano una serie di conseguenze negative. Limitare la circolazione in un periodo già economicamente “morto” e con le imprese e le attività commerciali in uno stato di crisi durissimo, caratterizzato da una valanga di scadenze fiscali, significa togliere ulteriore ossigeno ad un tessuto economico già allo stremo”.
Da qui l’invito all’amministrazione affinchè “torni sui suoi passi e valuti azioni alternative che non abbiano ripercussioni sempre e solo sulle imprese e sul centro storico, pianificando – si conclude – le strategie di intervento in modo coerente con quanto impone il rigore delle analisi tecnico-scientifiche”. Avvisiamo inoltre ad un controllo nello stato delle emissioni che riguardano il compartimento industriale da questo punto aspettiamo una risposta da parte dell’ASI a cui il distretto industriale fa riferimento ma questo non solo per le polveri ma anche per tutto ciò che riguarda il sistema di depurazione degli scarichi industriali e fognari a cui fa riferimento anche ACEA.
E che si inizi a pensare nel Futuro ad una progettualità per quelle che sono le Risorse sostenibili che la Natura ci offre come il Geotermico, l’Eolico ed il Fotovoltaico e pensare alle strade urbane a soluzioni come asfalti dedicati per l’assorbimento delle polveri sottili ad aree pedonali sempre più mirate ad una migliore e qualificata vita della collettività.
* Coordinatore Provinciale Sinistra Italiana, Responsabile Frosinone Futuro a Sinistra
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