Sora Bianchi LaPietra 350 260

Sora Bianchi LaPietra 350 260di Nadeia De Gasperis – Il giorno 14 dicembre, si è tenuta a Sora la terza tappa del #Il verso giusto tour, dedicata ai temi dell’agricoltura, innovazione, sostenibilità.
I lavori si sono aperti con l’intervento di Bruno La Pietra, portavoce del gruppo di Sora della Sinistra Unita, che ha chiosato il suo intervento con un riferimento storico, ricordando di come l’importanza di una differenziazione nella coltivazione, abbia sollevato dalla crisi la città di Sora già ai tempi del Regno delle due Sicile, quando la crisi dei prezzi piegò l’agricoltura specializzata. La Pietra ricorda come il liberismo sfrenato abbia messo in competizione temi che dovrebbero lavorare in sinergia: il tema dell’ambiente non può essere slegato da quelli del lavoro, sviluppo e dell’agricoltura, ma dovrebbero integrarsi nel contesto di un adeguato piano di sviluppo rurale.
Federica Sperduti, attivista dell’agricoltura sociale, ne ha introdotto poi il concetto, che nuovo come è, vanta molte definizioni, perchè solo con la legge 141 si giunge a una definizione unificata che dia alla agricoltura sociale un valore di unicità con il fine esplicito e diretto di perseguire fini sociali. Fino ad ora, vi è stata una interpretazione libera del modus operandi. Ci tiene a ribadire che non stiamo così parlando di assistenzialismo ma di integrazione lavorativa dei soggetti svantaggiati, che diventano partecipazione attiva e di co-costruzione tra questi soggetti le parti coinvolte.

 Dare valore economico autonomo alle aree rurali e periurbane

In aree rurali e periurbane, lo scopo è quello di dare valore economico autonomo a queste realtà che non possono avvalersi si assistenza economica. Attori importanti sono le cooperative sociali, le politiche socio sanitarie, le scuole (con accordi educativi, refezione scolastica, attività educative), le politiche del lavoro e dell’istruzione, le startup, i carceri, i disabili, i rifugiati. Risulta difficile un censimento ma una stima realistica colloca l’Italia ai primi posti in Europa.
È la volta di Daniela Bianchi, che ricorda che il tema “agricoltura” sia stato scelto con i referenti locali, proprio per la sua importanza sul nostro territorio. La Bianchi stigmatizza quanto si sia smarrita la nostra matrice identitaria, abbiamo cancellato secoli di storia. Ricorda come si possa essere a favore dello sviluppo senza contemplare le vituperate pratiche di crescita, ma pensare a un PSR che sposi la causa dell’agricoltura sociale, anzi che diventi perno in un piano di sviluppo tout court. Ci fornisce qualche cifra per dare la stima dell’investimento, soprattutto emotivo, non solo economico in questo settore, la crescente occupazione del fatturato, e ci tiene a sottilineare quel 74% che si ritiene orgoglioso di avere intrapreso questa strada. Rimarca poi L’importanza di non demandare la linea di sviluppo alla classe dirigente, che decide in maniera sistematica e oramai non ha più numeri per farlo. Ci informa di come siano stati stanziati per il periodo 2014-2020, 780 milioni di euro per il PSR. Finora i fondi per i PSR sono stati mandati indietro o impegnati all’ultimo momento con bandi improvvisati che non facevano sistema perchè non inseriti in una programmazione di sviluppo. Tanto più hai una identità, tanto più puoi stare nel sistema economico in continua evoluzione. La politica deve tenersi ancorata a questi temi, il paradigma con cui fare i conti è ancorato all’oggi, alle richieste dei cittadini, che bisogna ascoltare. Al tema dei diritti va affiancato quello dello sviluppo. È necessaria una più incisiva capacità progettuale, un metodo di lavoro comune, maggiore visibilità alle esperienze di tutti, un maggior peso negoziale, creare partenariati pubblico/privato, fornire supporti tecnici. Tutto ciò non è politica ma “politiche”. Le provincie devono cominciare a pensare come parte di uno, ognuno con la propria specificità, il collante è la sfida identitaria, mettere a fattor comune le identità di tutti. E costringere così la politica a stare dietro alle esperienze dei cittadini.

Verso un convegno tematico sull’agricoltura sociale

Questo è stato solo il primo passo verso un convegno tematico sull’agricoltura sociale che si terrà a Sora il prossimo 14 gennaio. La innovazione di questo incontro, a differenza di altri incontri tematici proposti finora dalla destra, è stato dare voce alle esperienze locali, che lamentano di non essere mai state chiamate in causa, paradossalmente, proprio quando si parla di loro. Questo ha consentito il confronto diretto, delle potenzialità e delle criticità di ognuno. É emersa la necessità di fare rete, di avere un intermediaro per la fornitura di mezzi, solo così si fa sistema e si entra a pieno titolo nel mercato ad ampio spettro.
Il signor Giannetti, presente da anni sul territorio con il con il suo marchio BIOSI è importante fare mettere a sistema l’intero territorio, con elementi di pubblico e privato. Promozionare un ente intermediario per l’acquisto di mezzi, crare cooperative che non diano assistenzialismo ma che producano, sarebbe meno svilente per le persone disagiate e per le loro famiglie, che vanno pensate come parte in causa.
I coniugi Gravaldi, dopo varie esperienze imprenditoriali, hanno iniziato la produzione dello zafferano in Valcomino.
È stato necessatio superare lo scetticismo della gente con la sua partecipazione diretta, coinvolgendo con una operazione di marketing i cittadini a partecipare al processo produttivo, retribuiti. Ora c’è bisogno di un laboratrio per la lavorazione secondaria.
Pia Maria, dell’azienda agricola San Maurizio, a Picinisco ha iniziato lavorando con l’azienda di famiglia poi ne ha aperta una sua per la produzione di latte e formaggio, e forse un giorno di lane e saponi, ma questo è un sogno tutto suo. Da due anni è terminato l’iter di conversione della sua azienda al biologico, manca la certificazione ancora in itinere. Ci sono criticità come il reperimento di cereali bio per gli animali, ma si auspica che presto l’azienda arrivi alla produzione di carne biologica. Con lo scopo di creare un ponte tra strutture ricettive e produttive nasce poi l’associazione Valcoglienza, racconta Maria Pia. Si può creare turismo alternativo solo con un a rete di supporto, suggerisce Maria Pia, quello che è importante è conoscere l’altro, e mettere in rete le varie competenze facendo emergere le peculiarità di ognuno. A Valledicomino Bio hanno aderito finora, 20 delle 80 aziende bio. La crisi porta a guardarsi intorno e fare rete.
La concretezza di questo incontro è emersa dalla scelta di lasciare poco spazio ai saluti di rito dei soggetti politici presenti numerosi in sala, e dare voce alle esperienze delle realtà locali, a un loro confronto diretto, a un confronto con il pubblico, spesso ignaro di queste presenze sul nostro territorio perchè non forti delle operazioni di marketing della grande distribuzione e spesso a causa del nostro approccio ancora timido con i prodotti di buona qualità lavorati localmente.

Quello che si respira è la passione per il proprio mestiere, quel famoso 74% che si dice orgoglioso, qui ne abbiamo testimonianza. La timidezza è presto superata quando gli interlocutori inizano a raccontare la loro esperienza, l’esigenza di un rapporto diretto e duro con la terra, il desiderio di rivalsa che ci vuole appiattiti su una logica di mercato capitalistica. Emerge forte il desiderio di condivisione, di essere “guardati” non per una velleità di protagonismo ma per trasmettere il germe della passione, per risolvere insieme le criticità e per creare sinergia tra le potenzialità. C’è una profonda geniunità nei racconti di queste persone, le loro parole non hanno l’aria dei discorsi a colpi di spot e slogan della grande distribuzione. Si va via, con la voglia di sporcarsi le mani… di terra e sudore.

 

 

 
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Di Nadeia De Gasperis

Nadeia De Gasperis, nata a Sora (Fr) il 10 agosto del 1977. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Sora, nel 1996, si iscrive alla facoltà di Scienze Ambientali presso l'Università degli studi dell'Aquila, dove lavora come borsista, presso la biblioteca della Facoltà di Scienze. Dopo gli studi, collabora come docente nel campo della formazione destinata ai professionisti. Dal 2009 inizia la collaborazione con la rivista di fotografia documentaristica Rearviewmirror, un magazine di reportage documentaristico edito da Postcart, dove collabora alla cura dei testi e dell'archivio. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Rearviewmirror

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