paolo del debbio 350 260

paolo del debbio 350 260di Stefano Balassone da Sciò Business, ilfattoquotidiano.it – Il lunedì sera, da quando il “populista” Del Debbio convive con l’”antipopulista” Severgnini, i mondi degli spettatori di Rete 4 e Rai 3 si sono arroccati riducendo al minimo gli scambi, i momentanei zapping, i brandelli di attenzione degli uni verso gli altri.
Il totale degli ascolti di Del Debbio (compreso fra il 6% e il 7% della platea) è superiore di circa il 50% a quelli di Severgnini (che oscilla fra il 4% e il 5%). Ma non è questa la differenza che conta, anche perché a spiegarla potrebbe bastare il fatto che Quinta Colonna ha radici molto lunghe ed è entrato nelle abitudini degli spettatori, mentre L’erba dei vicini è ancora una novità, per di più con aspetti inusuali rispetto al classico talk show politico-sociale.

Come si polarizzano destra e sinistra su Del Debbio e Severgnini

Quel che conta è invece la estrema polarizzazione delle due audience verso categorie di spettatori del tutto diverse. Numeri interessanti da osservare perché Quinta Colonna non è solo uno show per la tv, ma anche, con tutta evidenza, un prodotto politico, tant’è che Del Debbio, dagli e dagli, è lì che ha trovato un popolo ed è da lì che spiccherà, semmai, il volo verso qualche leadership. Del resto, ricordando la Polverini che emerse dalle spume di Ballarò, si sa che i talk show sono ottimi king maker, specie per gli occhi di destra. E parallelamente, la platea dell’Erba dei vicini, anch’essa molto definita, può suggerire qualcosa circa la composizione dell’Italia non-di-destra.
In breve, si proiettano in Del Debbio le femmine e i maschi al di sopra dei 65 anni, e fra questi sopra a tutti quelli che dimorano in Calabria e Abruzzo, regioni dove il programma raggiunge oltre il 9%. Severgnini invece si distribuisce abbastanza uniformemente tra le diverse età, mentre una qualche concentrazione di spettatori la trova in Lombardia e Veneto. Quinta Colonna spopola tra gli spettatori con licenza elementare, dove raggiunge quasi il 10%, ma da lì, man mano che cresce il titolo di studio, l’ascolto scende fino a ridursi al 2% fra i laureati. Proprio qui invece Severgnini supera l’8% (peraltro fra le licenze elementari riesce ad afferrare un dignitoso 3,2%).
Il dato più marcato lo si rileva prendendo in considerazione la scala sociale: qui Severgnini primeggia fra gli uomini e le donne che lavorano, nonché fra tutte le possibili élite. Mentre Del Debbio spopola fra i pensionati e fra le donne avanti con gli anni, nonché tra gli “anziani da osteria” (definizione non nostra, ma dei sondaggisti).
A farla breve, apprendiamo che la differenza che corre fra lo sguardo “da destra” e quello da “sinistra” si genera attorno agli spartiacque dell’inserimento social-culturale, che ti dà la possibilità di allungare lo sguardo al mondo, e del trovarsi appartati, che risucchia l’attenzione verso i problemi e le paranoie del quotidiano. Parola di auditel.

 

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