disoccupati in più 350 260

disoccupati in più 350 260di Ignazio Mazzoli – «+3% di occupazione, +1,4% di Pil, +1,3% di consumi delle famiglie. Sono alcuni dei dati Istat presentati dal Presidente Zingaretti». Bello! Lo Abbiamo letto sulla stampa e nei comunicati arrivati in Redazione come quello della Consigliera Daniela Bianchi sempre attenta a far conoscere l’operato del Presidente Zingaretti.
Fa piacere che ci sia un segnale di ripresa, ma vediamo di cosa si tratta. I dati Istat di cui si parla dicono che: nel terzo trimestre del 2014 il numero di occupati nel Lazio raggiungeva quota 2 milioni e 260 mila. Nel terzo trimestre del 2013 gli occupati erano invece 2 milioni e 175 mila. Nel giro di un anno si è registrato dunque un aumento di circa 85 mila occupati (84.745 per la precisione). Questo ha detto Zingaretti.

Ottantaquattromilasettecentoquarantacinque

Ottantaquattromilasettecentoquarantacinque. Che dice questo numero nel 2015? Da settimane era noto che nel 2013 c’erano 297mila disoccupati. A fine 2014 erano 361mila, un aumento del 21.5%. Negli ultimi 15 anni, mai la disoccupazione nel Lazio ha raggiunto queste cifre. Ecco i veri, drammatici dati di Eures sull’occupazione: «il Lazio al decimo posto in Italia; disoccupazione a livelli record; un giovane su due è senza lavoro». Pubblicati il 13 aprile 2015 dicono che «in Ciociaria è buio profondo, nel pontino, malgrado una crescita non esponenziale nell’ultimo anno, la luce è lontana. In provincia di Frosinone, tra il 2013 ed il 2014 i disoccupati sono aumentati del 27,5%; nel pontino, nello stesso periodo, l’aumento è stato pari al 6,5%: la Ciociaria è la provincia messa peggio. Il vero dramma, riguarda la disoccupazione giovanile, che nella regione è pari al 49%. Nella componente giovanile, il tasso di Frosinone è secondo solo a Viterbo e si attesta al 50,8%, … la situazione dei Neet, quei giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e neanche cercano un’occupazione, nel Lazio sono pari al 24,3%, cioè un quarto del totale.»
Come si vede non c’è da rallegrarsi. E allora qualche domanda la vogliamo porre a noi e a tutti.
«Ora o mai più il rilancio della provincia di Frosinone» invoca la consigliera Bianchi nel suo comunicato, sottolinea che è il momento in cui si deve intervenire, ma non dice chi deve intervenire. I «dati Istat presentati oggi dal Presidente Zingaretti»- prosegue il comunicato – «ci danno un messaggio chiaro: o ci impegniamo tutti seriamente per agganciare la provincia di Frosinone alla ripresa del Lazio, o saremo destinati a parlare anche nei prossimi anni solo di problemi irrisolti e occasioni mancate».

Non si può condividere

Sento il dovere di dire che non sono d’accordo almeno su due questioni. La prima – bisogna dire chiaramente che si è in ritardo grave e sono in ritardo tutti coloro che avevano la responsabilità di avere cura di questo territorio e non l’hanno fatto.
La seconda è riferita a quel “ci impegniamo tutti seriamente”. Che significa? A chi è rivolto? Dando per certi ed evidenti i limiti delle rappresentanze politiche locali e anche quelle sindacali e messo nel conto la responsabilità non secondaria di una imprenditoria locale per la più gran parte accecata da un immediato tornaconto egoistico, chiediamo: come fanno un Presidente della Giunta Regionale, la sua Giunta e la sua maggioranza a non accorgersi che l’intero Lazio meridionale ed in particolar modo una provincia quella di Frosinone stanno nella disagio più grave oggi possibile? Che significa governare per tutti questi signori? Oppure per loro l’area sud di questa regione è terra di nessuno? Che significa scaricare solo sulla società civile (mò ce vo’) le responsabilità di questo disastro? Che significa dire «la sfida di innovazione lanciata dalla Regione. Non possiamo perderla.»
Perché il compito della regione è di lanciare sfide? Le Regioni non nacquero per avvicinare le sedi di decisione ai bisogni dei cittadini?
I dati statistici comunicati da Zingaretti (nella loro limitatezza) giustificano ancora di più le critiche verso di lui e la sua maggioranza. Ma il Lazio che è il pollo di Trilussa? Va tutto bene madama la marchesa e chi sta male la colpa è la sua.

La Ciociaria è l’emergenza del Lazio!

A chi scrive, tutto ciò appare inaccettabile. Se non lo fosse, si sentirebbe irresponsabile. La Ciociaria è l’emergenza del Lazio!
Per altri aspetti mi è capitato di leggere alcuni post su Facebook a proposito dei nuovi aggravi sui costi della raccolta dei rifiuti e a chi chiedeva un “tavolo” per affrontare la questione Anna Rosa Frate replicava «credo che oltre alla petizione per convincere Zingaretti basterebbe anche che i partiti che lo sostengano facciano una interrogazione ed una proposta concreta!!». Che aggiungere? Esatto, così si fa.
Ma quindi, quale sfida lanciata dalla Regione? Al Consiglio regionale è stata presentata una Mozione, protocollata il 23 settembre scorso, con la firma di tutti i gruppi di opposizione e promossa dalla consigliera Silvana Denicolò, per chiedere interventi urgenti in grado di affrontare il dramma della disoccupazione nel frusinate. Partano da lì i consiglieri regionali se vogliono fare qualcosa di utile e di concreto. Ma può essere che non risulti chiaro a chi governa la Regione che qui occorrono scelte che producano un effetto volano altrimenti non riparte nulla?

28 novembre 2015

 

Il comunicato della Consigliera Daniela Bianchi nel suo testo integrale

CONSIGLIERA REGIONALE DANIELA BIANCHI
INDIPENDENTE GRUPPO “SEL”

DATI ISTAT: ORA O MAI PIU’ RILANCIO PROVINCIA DI FROSINONE
SUPERARE CAMPANILISMI PER RACCOGLIERE OPPORTUNITA’ OFFERTE DA REGIONE
PARTIRE DA CALL FOR PROPOSAL DA 70 MILIONI. PRONTA A COLLABORARE AD ALTRI PROGETTI INNOVATIVI

+3% di occupazione, +1,4% di Pil, +1,3% di consumi delle famiglie. Sono alcuni dei dati Istat presentati oggi dal Presidente Zingaretti ci danno un messaggio chiaro: o ci impegniamo tutti seriamente per agganciare la provincia di Frosinone alla ripresa del Lazio, o saremo destinati a parlare anche nei prossimi anni solo di problemi irrisolti e occasioni mancate.

Le azioni messe in campo dalla Regione targata Zingaretti stanno funzionando: 713 milioni di nuovi investimenti da fondi UE, oltre 200 milioni di euro in politiche attive tra il 2014 e 2015, riduzione deii tempi di pagamento alla imprese nel settore sanitario da 255 giorni a 60, chiusura di 14 società ed enti regionali. E siamo solo all’inizio della nuova programmazione UE che nei prossimi 12 mesi impegnerà 400 milioni di fondi strutturali. Adesso o mai più è il momento di superare personalismi e battaglie campanilistiche per dare alla nostra provincia una svolta. La Regione sta facendo il suo lavoro, è arrivato il momento che anche il territorio faccia la sua parte fino in fondo. Su questo, già da mesi collaboro con associazioni di categoria ed enti locali per portare avanti progetti di sviluppo nel territorio. E sono pronta a sostenere anche altre azioni, a patto che diano una visione allargata, innovativa e unita ad una provincia che conta su 91 Comuni, ma che se impara a funzionare come “sistema territorio” ha un dimensionamento di quasi 500 mila persone.

La Call for Proposal della Regione Lazio ne è un esempio: 70 milioni di euro per progetti di sviluppo sostenibile che, se saremo bravi nel presentare progetti validi, potranno interessare diverse aree della provincia, da nord a sud. Così come l’utilizzo dei Contratti di Fiume, in particolare sul Sacco, saranno una grande occasione per cambiare e rafforzare l’economia locale puntando sulla manutenzione del territorio e sull’innovazione del tessuto industriale.

Come territorio abbiamo energie e capitale umano all’altezza della sfida di innovazione lanciata dalla Regione. Non possiamo perderla.

Così Daniela Bianchi, Consigliera regionale del Lazio, indipendente del gruppo “SEL” e vice-Presidente della Commissione Cultura, componente della Commissione Sviluppo alla Pisana commenta i dati Istat della Regione Lazio presentati oggi dal Presidente Nicola Zingaretti.

 

 

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