Murales di Tilt 350 260

Murales di Tilt 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Salviamo il murales di “Rotondi”, detto “Tilt” alla stazione di Frosinone. Finalmente la stazione di Frosinone avrà un nuovo look, un biglietto diverso per chi arriva in città, ma nell’ area della stazione in una palazzina c’è un murales carico di storia, un murales che narra un artista stravagante della nostra terra TILT,
L’artista è morto l’ anno scorso. Di quest’artista nella città di Frosinone l’unica testimonianza è appunto quel murales, che per tanto tempo ha accompagnato le attese dei pendolari. Quel murales narra la visione di “Tilt”, racconta l’ osteria della giarrettiera, chiara allusione all’Osteria di De Mattheis, narra il sogno di un ritrovo dell’arte, il sogno d Frosinone in serie a …..su quei muri della palazzina scorrono fatti storici cittadini, ma anche nazionali.
Attraverso l’arte di strada. “Rotondi” si è fatto conoscere ed ha ottenuto premi e riconoscimenti. La storia della riqualificazione ci ha consegnato già pagine di cancellazione della memoria storica, pensiamo alla palazzina che ospitava il Liceo artistico Anton Giulio Bragaglia, dei murales interni ed esterni realizzati da prof e studenti non esiste più traccia. Spero che per salvare la memoria di quest’artista si senta la voce del mondo artistico, che la commissione cultura del comune di Frosinone metta nell’agenda il murales di “Rotondi”, che il privato nella sua opera di riqualificazione tenga presente la memoria storica ed affettiva che sprigiona quel muro.
Un artista non muore mai, vive attraverso la sua arte. Quel murales è sopravvissuto ai vandali, alle intemperie del tempo……mostra solo pochi segni del tempo che passa…..

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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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