da Possibile Frosinone – “Pier Paolo Pasolini”, “25 aprile” e “Salvador Allende” sono questi i nomi a cui sono intitolati tre nuovi comitati di Possibile in provincia di Frosinone, il movimento politico nato dall’iniziativa di Pippo Civati, e che nel nostro territorio, sin dal primo momento, annoverava l’”Altiero Spinelli” proprio nel capoluogo .
I tre neonati comitati sono su base intercomunale e già dai primi vagiti sono impegnati nella azione di rilancio dei propri territoriIl “Salvador Allende”, localizzato nella Terra di Lavoro, è da subito in prima linea nella battaglia accanto alle popolazioni locali che si oppongono alla nuova discarica di Cerreto. Una opposizione che si fonda sul superamento del modello attuale di gestione dei rifiuti, che, anziché scarto, possono essere immaginati la materia prima di una nuova industria che si basa sul riutilizzo. Un’azione che possiede priorità assoluta a livello regionale viste le grave criticità emerse dai rapporti stilati dall’Eras e dall’Arpa Lazio. In gioco la dignità di un territorio e la salute dei cittadini del comprensorio. Tutela dell’ambiente e lavoro: un binomio inscindibile della modernità dell’Europa avanzata.
Il comitato “25 Aprile” ha il proprio baricentro sempre nella parte sud della provincia: nella Valle dei Santi. Costituito in maggioranza di donne, prima ancora che nascesse ufficialmente, si è già distinto sul proprio territorio nella campagna referendaria estiva di Possibile contro il preside manager, le trivellazioni a terra ed in mare (è di questi giorni una iniziativa identica promossa da 10 Regioni), la disciplina dei licenziamenti del Jobs Act, ed il sistema elettorale, che ha raccolto nella nostra provincia oltre 1.500 firme. Comitato “25 Aprile” che sarà certamente in prima linea nel referendum che in primavera chiamerà gli elettori a bocciare le riforme istituzionali volute da Renzi e sostenute, oltre che dal PD, anche dal Nuovo Centrodestra di Alfano e da Alleanza Liberalpopolare di Dennis Verdini.
A quarant’anni dalla morte di uno dei più grandi intellettuali mondiali del ventesimo secolo, avvenuta proprio il 2 novembre 1975, il nuovo comitato sull’asse Frosinone-Alatri-Ceccano- Ferentino non poteva che chiamarsi “Pier Paolo Pasolini”. E’ quindi nel dna del circolo l’attenzione alle città. Luoghi in cui non ci siano periferie escluse dal centro, dove le questioni sociali (reddito e casa) siano assunte come prioritarie, dove ci si difenda dall’attacco tardo-liberista ai servizi pubblici (qualsiasi servizio pubblico). Dove si lotti palmo a palmo contro le disuguaglianze e contro le discriminazioni, per la trasparenza e per la condivisione degli spazi, delle opportunità, dei tempi. Città che chiudano con la stagione del cemento e puntino tutto sull’efficienza energetica e la valorizzazione ambientale, che cambino definitivamente la politica dei rifiuti, che diano voce agli esclusi.
Tre nuove altre realtà, altre decine di cittadini che si affiancano a quelle che già operavano in questo territorio sui temi dei diritti, del reddito minimo, del contrasto all’amministrazione di centro destra nel capoluogo. Tutti insieme ora impegnati in questa fase costituente che vedrà il 21 novembre a Napoli nascere ufficialmente Possibile. Un soggetto che oggi già conta circa 250 comitati in tutta Italia e migliaia di iscritti. Possibile, soprattutto nella provincia di Frosinone, sarà attivo nella riorganizzazione di un campo unico, aperto e nuovo, che abbia si valori antichi, ma idee moderne: proprio il contrario dell’uomo solo al comando che abbiamo visto già più volte nella storia di questo paese. E che continuiamo a vedere anche stamattina.
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