da Possibile Frosinone – Un nuovo schiaffo ai cittadini dei territori di Roccasecca, San Giovanni Incarico, Colfelice e Pontecorvo, un altro insulto alla dignità di un territorio: solo in questo modo si può commentare la notizia riguardante l’avvio della fase istruttoria del procedimento di VIA per verificare se i 4,5 ettari di terreno dei 44 di proprietà della Mad saranno utilizzati per la realizzazione del quinto bacino della discarica di Cerreto nel comune di Roccasecca.
Cosa prevede questo nuovo progetto? Da quanto si apprende da un importante quotidiano locale risulta che si tratta di impianto destinato a trattare gli stessi rifiuti attualmente autorizzati ad essere smaltiti con una forma che ricorda una gigantesca “elle”, di circa 330 metri di lunghezza massima e 215 di larghezza con una capacità complessiva di 760.614 tonnellate: mediamente qualcosa come 500 tonnellate al giorno.
Un incubo che si ripete e sembra non avere fine nonostante i dati dell’Arpa dell’agosto scorso sentenzino in maniera inequivocabile una vera e propria emergenza ambientale. Lo studio di 120 pagine, evidenzia senza troppi giri di parole una situazione terrificante: la presenza superiore alle norma dei valori relativi all’Azoto Ammoniacale per quanto riguarda gli scarichi in corpi idrici superficiale sia la concentrazione superiore alla soglia di contaminazione nelle acque sotterranee per i parametri “Ferro, Manganese, Arsenico, Nitriti, Solfati”, solo per citarne alcune gravi criticità emerse.
Alla luce di tutto ciò come è solamente pensabile autorizzare un ulteriore ampliamento della struttura? Nel 2015 un sistema di rifiuti efficiente non può e non deve essere basato sull’utilizzo delle discariche che rappresentano un retaggio del passato ampiamente superato (questa in discussione è per esempio destinata ad esaurirsi in 68 mesi) e invece, qui, in Provincia di Frosinone si continua così su questa strada. Oppure nelle stanze del potere si è deciso che Cerreto deve divenire la nuova Malagrotta sulla nostra pelle? Noi diciamo no! Siamo e saremo rigorosi nel difendere questo territorio e nel proporre un modello di gestione completamente diverso, moderno ed efficiente in cui i rifiuti possano essere finalmente considerati come una risorsa e la tutela dell’ambiente la condizione imprescindibile per qualsiasi ulteriore discorso.
Fa rabbia e lascia perplessi, inoltre, il silenzio assordante di tutta la politica provinciale e locale. Un mutismo che lascia esterrefatti, o forse avranno ragione i maliziosi che spiegano tutto con l’assenza di elezioni livello nelle vicinanze? O forse adesso sta a bene a tutti così? Possibile vuole rompere questo stato di silenzio e si mobiliterà con tutte le sue forze per bloccare questo oltraggio, presentando nelle sedi opportune tutte le eccezioni del caso. Siamo inoltre a completa disposizione dei cittadini, delle associazioni e di tutti i movimenti che costruttivamente e in maniera non strumentale siano pronti ad affrontare questo problema. Il primo appuntamento da cerchiare in rosso è la data del 5 novembre nella quale si terrà la prima conferenza dei servizi. Una battaglia di civiltà e giustizia, una sfida per migliorare la qualità della vita e facilitare il pieno sviluppo di un territorio.
POSSIBILE – PROVINCIA DI FROSINONE
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