da Anna Rosa Frate, portavoce Comitato Altiero Spinelli Frosinone – ISEE e welfare. Le nuove fasce di reddito stabilite dalla delibera di Giunta del Comune di Frosinone la dicono lunga su quello che sono oggi le politiche sociali sia da parte dei Comuni che da parte del governo Renzi soprattutto con l’introduzione della riforma dell’Isee.
Il nuovo calcolo prevede, infatti, sia l’inclusione di tutti i redditi esenti ai fini Irpef (per esempio le pensioni di invalidità) sia la valorizzazione del patrimonio immobiliare e una franchigia minore per quello mobiliare. Inoltre, tra i redditi da calcolare, ci sono anche quelli dello studente (compresa la stessa borsa di studio che va, quindi, a pesare sull’Isee da calcolare per pagare le tasse universitarie), e del cui nucleo familiare che viene definito in modo più stringente includendo, ad esempio, il genitore divorziato anche se non versa gli alimenti.
Con un evidente effetto concreto: improvvisamente chi si ritrova alle prese con l’Isee diventa più ricco, rischiando l’esclusione dalle prestazioni sociali, anche senza aver guadagnato di più. E’ stato commesso un errore gravissimo: all’aumentare del nuovo valore reddituale non sono state però ridefinite dagli enti locali le soglie che danno diritto alle prestazioni regolate dall’Indicatore. E la nota dolente è che Regioni e Comuni non stanno facendo nulla per adeguare i nuovi parametri con il rischio che migliaia di famiglie italiane si ritrovino il prossimo anno escluse dalle agevolazioni. Già oggi, secondo i dati pubblicati dalle Aziende per il diritto allo studio Universitario di diverse città e rielaborate dalle organizzazioni studentesche solo nella Regione Lazio, su 24 mila domande presentate per la borsa di studio ben 11 mila risulterebbero esclusi.
Il comune di Frosinone non e’ da meno e quindi da una parte, invece di creare più scaglioni e render quindi più progressive le fasce di reddito, avvantaggia le alte fasce di reddito che pagano circa 5 euro (come ad esempio una famiglia monoreddito), dall’altra il nuovo ISEE produrrà che anche le famiglie più povere supereranno i 12.000 euro visto che nei parametri rientrano anche le autovetture usate e vecchie, la giacenza media dei conti correnti (se si chiede un prestito anche quella rientra nel parametro), le indennità di accompagno e via dicendo. Non a caso le famiglie con disabili hanno già tentato una class action a riguardo.
Il tutto si inserisce in un contesto di scarso contrasto alla evasione fiscale in cui oggi, per esempio, viene innanlzato il limite del contante da 1000 a 3000 euro contemporaneamente all’inerzia sul fronte dell’obbligatorietà del Pos, per cui non è prevista alcuna sanzione per chi non ne fa uso.
Sempre di oggi è la notizia che il bonus degli 80 euro, di cui beneficiano anche persone inserite in famiglie che registrano redditi familiari elevati, sarà reso stabile anche se in forma diversa. Tutti segnali in cui le politiche governative, e di conseguenza anche quelle degli enti locali, sono sempre più distanti da quelle sociali.
Per questi noi, insieme al M5S, a SEL e Libera siamo sempre più convinti che solo la misura del reddito minimo di garanzia sia la più efficace.
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