da Luigi Compagnoni – L’amministrazione comunale in preda alla schiavitù ideologica. Dov’è la strada per il Martire Francesco Bruni?
Che Ceccano sia finita in mano alle destre non c’è dubbio. Non lo affermo certo perchè me ne sono accorto solo ora, ma perché ogni giorno che passa ne ho la (triste) dimostrazione. Una dimostrazione che non potrebbe essere più lampante se si pone l’attenzione su un tema che ho sollevato mesi fa e che non è stato evidentemente ritenuto degno di una pur minima considerazione: l’attuazione di una delibera comunale del 1953, che prevede l’intitolazione al Martire della Resistenza Italiana Francesco Bruni. Eppure, basterebbe un semplice ok della commissione competente, presieduta dal consigliere Federica Aceto, per dare una definitiva accelerata alla questione. Ecco perché non mi resta che concludere che manca la volontà politica di riconoscere un grande pezzo della nostra storia.
E questo fatto è la cartina di tornasole di un atteggiamento a mio giudizio irrispettoso verso Ceccano ed il suo passato. Come se si volesse provare a mettere un macigno ideologico sui decenni di storia e di lotta che ci hanno caratterizzato. Questo mio intervento mira proprio a questo: a far capire quanto l’attuale amministrazione sia su un piano diverso dal nostro e dalla storia di Ceccano. Io ho rispetto per le idee altrui, anche se a volte queste sono anni luce lontano da me. Una persona libera, sia anche una giovane e autorevole esponente dell’attuale maggioranza, è libera di apprezzare pubblicazioni o frasi, che oggi popolano i social network, che ricordano con affetto personaggi quali Erik Priebke, che hanno scandito ore tra le più buie della nostra storia come quelle degli eventi che portarono all’eccidio delle Fosse Ardeatine nel quale, lo ricordo, è morto il ceccanese Luigi Mastrogiacomo. Ma, allo stesso modo, è giusto pretendere rispetto delle nostre radici e delle persone che, come Francesco Bruni, hanno dato la loro vita per liberare l’Italia dagli oppressori e dalla barbarie nazi-fascista.
Un rispetto che, lo dico con sincero dispiacere, è ancora latitante. Che questa amministrazione, dunque, non rimanga vittima dell’ideologia di parte, ma acquisisca quanto prima la consapevolezza di rappresentare un territorio che ha una sua storia ben definita. Mi ritrovo a pensare, spesso, a cosa sarebbe accaduto nel caso in cui il centro sinistra fosse stato davvero unito all’ultimo ballottaggio. A cosa sarebbe successo se alcuni avessero preferito andare a votare anziché andare al mare. Ecco una delle conseguenze di quel giorno.
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