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faustobassetta 350 260Intervista di Antonella Necci a Fausto Bassetta – Tecnico o politico: questo è il problema. Riportare l’intervista di questa mattina al Sindaco Fausto Bassetta, dentro un numero prestabilito di caratteri, è quasi impossibile. Aspettavo da più di un anno di intervistarlo, e ricercavo con cura le argomentazioni da sollevare una volta che se ne fosse presentata l’occasione.
A completare il già ricco carnet di domande che mi frullavano per la testa, ci si sono messe anche le dimissioni del sindaco di Roma,Ignazio Marino. Altro sindaco tecnico, nonostante il tesseramento PD. E allora, cosa c’era di più ovvio, se non partire con un:

1. Alla guida di Roma Capitale il PD non vuole ricandidare un altro “ Tecnico” come Marino, perché vede in questo un ulteriore fallimento della politica. Lei cosa risponde?
Io sono d’accordo. Il tecnico può dare delle soluzioni, ma il creare un senso di cittadinanza, un senso comune di politica, è competenza solo di un politico, non di un tecnico.

Il sindaco, pur non commentando la vicenda di Marino, poiché non ne conosce i dettagli in modo specifico, riconosce la difficoltà di guidare una città complessa come Roma, ed afferma che la sconfitta di Marino coinvolge tutti i Sindaci d’Italia.
Chi si trova ad amministrare, anche senza un concreto sostegno politico, realtà multiformi e problematiche, paga in prima persona le conseguenze di una politica corrotta, che in passato troppe volte è rimasta collusa con espressioni malavitose. E’ soprattutto il clientelismo la nota dolente del discorso che cominciamo a sviluppare, e, di seguito, aggancio, in modo strategico, una domanda per commentare i recenti cambiamenti politici anagnini.

2. Sindaco, vuole chiarire cosa ha caratterizzato la necessità di creare una maggioranza così consistente nel Consiglio Comunale?
La necessità riguarda esclusivamente il desiderio di ricompattare due schieramenti omogenei e paralleli che sono di centrosinistra. Uno che faceva capo alla maggioranza che mi ha sostenuto e l’altro facente capo a Roberto Cicconi e l’attuale Anagni Democratica. Un riavvicinamento e un dialogo costante, uniti al medesimo desiderio di svolgere il proprio lavoro al sevizio della Città di Anagni, sono alla base di tale ricompattamento. Un mezzo per lavorare insieme verso un futuro comune, e non per rimembrare errori di scarsa lungimiranza compiuti nel passato. Era, del resto, innaturale che ci fosse un centrosinistra all’opposizione, peraltro su basi programmatiche non così distanti dalle nostre.

La figura di Roberto Cicconi, è stata per mesi oggetto di attacchi da più fronti, per un presunto tradimento politico, che, a quanto pare, non esiste. Nelle mie domande, io chiamo questi “ insoddisfatti” della attuale politica anagnina, i “ Don Rodrigo”, che non vogliono Cicconi assessore, né ora né mai. Ma la domanda che porgo riguarda soprattutto i componenti della Giunta.

3. L’attuale Giunta può definirsi davvero “politica”?
Che significa “politico”? Bisogna chiarire questo punto. I politici sono persone impegnate nella politica da anni, o sono quelleFausto Bassetta con i figli persone che alle elezioni sono state votate? Per evitare gli slogan inutili, possiamo chiarire che entrambi sono politici. Quindi sia Aurelio Tagliaboschi, che ha fatto politica per tanti anni e che come assessore al bilancio possiede le adeguate competenze ragioneristiche, sia Simona Pampanelli che, come me, è stata iniziata al mondo della politica solo di recente, ma che per questo, non è detto che non possieda le doti politiche necessarie a svolgere le mansioni che le sono state affidate.

Voglio concludere il discorso con una nota di colore sul comportamento mediatico sia di Simone Ambrosetti che del portavoce della “Rete dei Cittadini, Enzo Colantoni. Ricordiamo insieme quanto accaduto nel periodo pre elettorale, e il passaggio repentino che la Rete ha svolto, a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale , passando dalle trattative con Rinascita Democratica a quelle con il PD e la maggioranza che sosteneva l’attuale sindaco. Il Sindaco mi parla di una lettera che Simone Ambrosetti ha fatto leggere a Giuseppe Felli, presidente del consiglio comunale,  in occasione della riunione del 30 Settembre. Mi riservo di svolgere un’altra intervista sul polverone che la Rete sta sollevando, poiché ora non ho i dati necessari per formulare le adeguate domande.
Mi interessa di più parlare dei fatti concreti.

4. Il Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco ha ottenuto qualche risultato tangibile?
É  previsto un nuovo incontro il 16 ottobre a Sgurgola. Svolgiamo queste riunioni in modo itinerante per un coinvolgimento corale. Sono in trattative anche con Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro, perché è impensabile escludere Colleferro da tale coordinamento. Solo attraverso uno sforzo comune si possono raggiungere miglioramenti in più settori. Del resto non è cosa banale dire che noi Sindaci ci sentiamo un po’ abbandonati, Le risorse finanziarie non arrivano, ci troviamo a fronteggiare quotidianamente gli effetti della disoccupazione creata dal clientelismo politico, e alla quale attualmente non possiamo fornire risposte concrete. Il territorio è abbandonato a se stesso, e non si riesce a trovare un metodo più adeguato per rivalutarlo. Mancano gli investimenti consistenti per far ripartire l’economia di questa Provincia che conta più di 500.000 unità. Il Coordinamento è un primo passo, ma abbiamo bisogno di un sostegno più concreto.

Le parole del Sindaco Bassetta, non nascondono il malcontento a causa della mancanza di risposte dal mondo della politica, e un collegamento immediato con il Sindaco Marino mi balena in testa per un istante. Ma Fausto Bassetta mi sembra ben determinato a raggiungere i suoi obiettivi e a trovare nuovi mezzi per far rinascere la Città di Anagni. Quando gli parlo del cambiamento di rotta di Daniela Bianchi, che dal PD è passata a SEL per aprire la strada a Zingaretti e alla sua uscita dal PD teoricamente per formare un nuovo partito di Sinistra, Fausto Bassetta, senza commentare tale passaggio, mi fa subito presente che Zingaretti non è mai venuto in visita ad Anagni, nonostante sia stato più volte invitato. Gli propongo di invitarlo mediaticamente, attraverso questa intervista.
Se l’invito non sarà ascoltato, potremo rivolgerglielo nuovamente alla prossima, quando i mediatici componenti della Rete dei Cittadini saranno costretti a leggere le mie domande, ma soprattutto le sue risposte!

Anagni  10 ottobre  2015

 

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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