di Achille Migliorelli – Con piacere e commozione profonda desidero far conoscere ai compagni e a tutti gli amici il mio ricordo di Pietro Ingrao.
Ne avevo sentito parlare in precedenza da un mio zio, che aveva studiato con lui a Formia. Non ne avevo, per la verità, condiviso il giudizio da lui dato della rivoluzione ungherese del 1956 – di sostanziale accettazione della repressione sovietica -, quando dirigeva “l’Unità”.
Ma ne ho conosciuto in pieno lo spessore politico ed umano nel 1966, in occasione del Congresso del Partito. Fu quello il Congresso in cui egli rivendicò il diritto al dubbio ed al dissenso. L’intervento di Ingrao mi impressionò per chiarezza e profondità. Rimasi, invece, sconcertato nell’ascoltare le “reprimende” di Alicata, Amendola, Bufalini e Paietta. La conclusione di Ingrao fu perentoria: “Non mi avete convinto”.
In quel momento anch’io imparai a usare, nella vita di Partito, quella frase. Da allora ho capito che il dubbio, in politica come nella vita di ogni giorno, è la più grande e significativa certezza. Esso ci aiuta a costruire il futuro. Guai a chi non ha dubbi. Vuol dire che o è un incapace, o è un disperato, o naviga nell’opportunismo. Il dubbio, infatti, ci porta a non essere contenti degli obiettivi raggiunti e a cercare di conseguire sempre nuovi traguardi.
Di quì “la pratica del dubbio”, che percorre tutto il libro “Volevo la luna”, scritto da Ingrao per testimoniare che il compito della politica è realizzare il possibile, ma “pensare l’impossibile” e che praticare la “buona politica” vuol dire: “io e gli altri insieme, per influire, fosse pure per un grammo, sulle vicende umane”.
Concetto, questo, che si trova espresso anche nelle parole di un sacerdote, che Ingrao apprezzava molto, quel Don Lorenzo Milani per il quale valeva la regola: “Ho imparato che il problema degli altri è anche il mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”.
Non può, poi, essere ignorato l’altro convincimento di Ingrao, secondo il quale “E’ falso dunque che la politica sia solo affare di pochi; e che la vita dei partiti ormai si riduca solo ad un gioco di potenti”.
A qualcuno dovrebbero fischiare le orecchie, se dovesse prendere coscienza di un altro principio affermato da Ingrao, che può riassumersi in queste parole: “Attenti alla separazione; voi che siete la maggioranza avete il potere più forte per evitarla. Non credo alle confusioni e ai pasticci, credo alla fecondità delle differenze che si dicono alla luce del sole”.
Grazie di tutto, compagno Ingrao. Che il bel sonno dei giusti non Ti sia lieve.
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