di Giulia Bragalone – «
Io non vi sarò. Io mi alzerò e passerò. Seppellite il mio cuore a Wounded Knee »
(Stephen Vincent Benét)
Seppellite il mio cuore a Wounded Knee: di Dee Brown
E’ un libro scritto da Dee Brown nel 1970. Il testo tratta della conquista del territorio americano da parte dei coloni bianchi, o “visi pallidi”.
E’ un saggio storico, in cui le vicende sono narrate in modo distaccato, giornalistico, senza cadere in pompose glorificazioni del “sogno americano” o melense e pietose prese di posizione a favore dei nativi. Il risultato è una delle migliori testimonianze delle vicende che hanno segnato lo sterminio di massa di intere nazioni. E’ un modo incisivo di narrare fatti ed eventi realmente accaduti, un libro che va oltre le contraddizioni, i ghirigori narrativi, gli ossequi, oltre i convenevoli della società.. Narra i fatti come sono realmente accaduti, a volte esprimendosi in maniera cruda, altre raccontando storie di vite e di morti, le guerre combattute tra i nativi & i bianchi, le contraddizioni e le vendette. Queste ultime, nella maggior parte dei casi, si rivelavano atroci sia da parte dei bianchi inizialmente.. e di rimando anche da parte dei nativi che ricordando le mutilazioni statigli inferte dai bianchi finirono con l’applicare la stessa procedura “scaramantica”, incisiva sui loro stessi persecutori. Tra queste procedure vi era l’amputazione dei genitali, che venivano esposti come “trofei” su cappelli, capanne e via di seguito.. Ciò sta ad indicare e a ricordarci, quanto il filo della vita sia sottile e collegato irrimediabilmente alla linea greve e atroce della morte:
“
Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose. Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia, ancora vedo le donne e i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zig-zag, chiaramente come li vidi coi miei occhi da giovane. E posso vedere che con loro morì un’altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta. Lassù morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno… il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l’albero sacro è morto.” (Alce Nero)
John Colter, ignorando l’avviso di un Piede Nero che lo invitava a stare alla larga dai loro territori di caccia, fu da loro catturato e spogliato nudo. Gli fu detto che se fosse riuscito a battere i corridori più veloci si sarebbe salvato; Colter corse per sette giorni finché non raggiunse Fort Manual Lisa: aveva i piedi rotti, sanguinanti e pieni di spine, ma era salvo. […] Per un romanziere scrivere un libro basato su un mito del West americano rappresenta una sfida.
Gli eventi sono già così drammatici e i personaggi quasi troppo eroici e coraggiosi per essere credibili. […] La gente mi chiede spesso se è già stato detto tutto. La maggior parte dei fatti è stata tutta riportata, ma non sempre nella maniera giusta. Diversi diari e lettere devono ancora essere scovati nelle soffitte e nelle biblioteche. C’è ancora molto da scrivere sulle donne e sui bambini che vissero nel West.
– Dee Brown, Lungo le rive del Colorado, Mondadori, 2001
Dee Brown: Biografia d’autore.
Dorris Alexander “Dee” Brown (Alberta, 28 febbraio 1908 – Little Rock, 12 dicembre 2002) è stato un bibliotecario, storico e scrittore statunitense. La sua opera più famosa, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee (1970), descrive in dettaglio il violento rapporto tra i Nativi americani e l’espansionismo americano.
Vita
Nato ad Alberta (Louisiana), Brown crebbe nella Contea di Ouachita (Arkansas) e a Little Rock, dove strinse amicizia con alcuni nativi americani, che gli spiegarono quanto i ritratti della loro gente nei film di Hollywood fossero sbagliati. Lavorò come cronista ad Harrison (Arkansas), poi divenne insegnante e bibliotecario.
Fu bibliotecario per il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti dal 1934 al 1942 e per il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti, dopo aver prestato servizio nell’esercito nella seconda guerra mondiale. Dal 1948 al 1972 fu bibliotecario specializzato in agricoltura presso l’Università dell’Illinois all’Urbana-Champaign, dove aveva conseguito un master’s degree in biblioteconomia, e dove divenne successivamente professore. Nel 1973 si ritirò in Arkansas e si dedicò interamente alla scrittura.
Quando fu pubblicato Seppellite il mio cuore, molti supposero erroneamente che Brown fosse di discendenza indiana. Proveniva però effettivamente da una famiglia con una lunga storia di frontiera.
Scrisse parecchi romanzi, il primo dei quali fu Wave High the Banner, un resoconto romanzato della vita di Davy C
rockett (che era un conoscente del suo bisnonno). Scrisse oltre una dozzina di libri, parecchi per bambini, prima che uscisse Seppellite il mio cuore a Wounded Knee. Un’altra opera popolare fu Creek Mary’s Blood, un romanzo che descriveva varie generazioni di una famiglia discesa da una donna Creek.
Brown morì all’età di 94 anni a Little Rock (Arkansas). I suoi resti sono sepolti ad Urbana (Illinois). Il Central Arkansas Library System gli ha intitolato una delle sue biblioteche succursali.
“Solo quando l’ultimo fiume sarà prosciugato, quando l’ultimo albero sarà abbattuto,quando l’ultimo animale sarà ucciso, solo allora capirete che il denaro non si mangia.” ( Capo Toro Seduto dei Sioux Lakota)
L’uomo bianco è stato qui solo per poco e conosce poco degli animali. Egli scrive tutto in un libro per non dimenticare: ma i nostri antenati si unirono agli animali, appresero tutti i loro modi di vita e passarono questa sapienza da una generazione all’altra. ( Indiani Ojibwa del Minnesota)
Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. ( Capo Seattle)
Da quando siamo stati condotti in questa riserva, il mio popolo ha dovuto morire di fame, tu non puoi più minacciare solo con la paura della fame. Ieri ho visto bambini disperati che mangiavano erba. Vuoi portare via anche l’erba da mangiare a questi bambini??? (Piccolo Lupo)
Dare la dignità all’uomo è all’origine di tutte le cose!!! (Proverbio Nativo)
Non conosco alcuna specie di pianta, uccello o animale che non si sia estinta dopo l’arrivo dell’uomo bianco. L’uomo bianco considera la vita naturale degli animali come quella del nativo su questo continente: come fastidio, non c’è alcun termine nella nostra lingua con il significato di “fastidio”. ( Orso in Piedi)
Il sole si leva, brilla per lungo tempo. Tramonta. Scende ed è perso. Cosi sarà per gli Indiani ….passeranno ancora un paio di anni e ciò che l’uomo bianco scrive nei suoi libri sarà tutto ciò che si potrà ancora udire a proposito degli Indiani. (Geronimo)
Non si vede la terra sulla quale la gente cammina. (Cavallo Pazzo)
Hoka Hey! Andiamo uomini, oggi è un buon giorno per combattere, oggi è un buon giorno per morire! (Cavallo Pazzo)
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