Intervista a cura di Ignazio Mazzoli – Ancora una cancellazione. Anche il privisto incontro alla Regione per affrontare l’emergenza “disoccupazione” in provincia di Frosinone è saltato. Abbiamo chiesto a Gino Rossi che a quell’incontro avrebbe dovuto partecipare di aiutarci a capire se c’è una spiegazione a tanta leggerezza di fronte ai problemi di questa provincia.
Rossi ancora un incontro che si rinvia? Perché?
Si dopo quello dell’8 agosto anche quello dell’8 settembre non si è svolto.
Si sanno le ragioni?
Per l’8 agosto ci dissero che Zingaretti non era disponibile, questa volta non ci è stata data alcuna motivazione.
Gino Rossi avrebbe dovuto partecipare all’incontro per conto del “Comitato promotore della Vertenza Frusinate”. Cosa pensa di questi due appuntamenti mancati. C’è da pensare che non si farà questo incontro?
Non ho la sfera di cristallo, ma in assenza di motivazioni chiare e convincenti certo che dubbi si fanno avanti in me e nei miei compagni del Comitato.
Cioè?
Per esempio qualche incertezza su questo secondo incontro l’abbiamo avuta quando non siamo riusciti a conoscere l’ordine del giorno preciso che avrebbe avuto e i nomi di chi avrebbe partecipato. Avremmo voluto avere la certezza che attorno a quel tavolo ci fossero i rappresentanti di tutte le forze presenti in Consiglio Regionale, di maggioranza e di opposizione.
Più in profondità quale potrebbe essere la ragione? E’ possibile pensare ad una ostilità verso il Comitato?
Data la qualità non certo esaltante del dibattito politico in questa provincia si potrebbe pensare anche questo, d’altronde noi stiamo assolvendo ad un compito indispensabile, tanto più che siamo partiti constando un vuoto: nessuno si stava occupando seriamente di una disoccupazione che solo qui è ormai al 25%. Forse chi non ha la coscienza tranquilla preferirebbe che non ci fossimo.
Chi potrebbero essere?
I nomi non c’interessano per ora. Abbiamo un compito: avere delle risposte, magari limitate, ma concrete e immediatamente operative. State certi non è l’8 settembre del “rompete le righe”. E’ solo una riunione che non si è svolta. Le ragioni del nostro lavoro ci sono tutte e continuano a spingerci a lavorare senza sosta.
8 settembre 2015
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