tomba archeologia frosinone 350 260

tomba archeologia frosinone 350 260di Ivano Alteri – Non essendo ancora accaduto nulla d’irreparabile, sarebbe opportuno continuare a riflettere sulla questione delle Terme Romane, ancora aperta a Frosinone. C’è una proposta in campo che non ha perduto validità, neanche dopo l’esito del Consiglio Comunale del 23 scorso.
In piena notte, come usa chi ha intenzioni birbantesche, Ottaviani e la sua maggioranza hanno approvato una delibera che apre alla possibilità di edificare su un’area che si ritiene di rilevante interesse archeologico, quella su cui insistono, appunto, le Terme Romane. In tale circostanza, le opposizioni, fatta eccezione per la “stampella” Tucci e il vacanziero Turriziani (assente: non era interessato? Non era d’accordo con le indicazioni del suo partito, il Pd?), hanno dato prova di aver recepito appieno le istanze e le preoccupazioni delle associazioni che si oppongono a tale edificazione, esprimendosi compattamente per un netto no. Questo loro gesto, a nostro parere, acquisisce una valore ancor maggiore, potendo ognuno aspettarsi che Ottaviani e i suoi consiglieri non avrebbero rinunciato a rinfacciar loro una vecchia delibera del 2004 (quando l’attuale opposizione amministrava la città) che autorizzava anch’essa l’edificazione dell’area; e non vi hanno infatti rinunciato, pur sapendo che a quel tempo le Terme Romane non erano ancora state rinvenute!…
Ma le opposizioni non si sono limitate al no alla delibera. Consapevoli del grave danno che si procurerebbe alla città con una decisione sbagliata e dell’alto significato che la questione archeologica ha assunto per la cittadinanza, si sono fatte carico di una proposta di puro buon senso, esposta da Domenico Marzi e sostenuta a seguire da tutti gli altri: continuare a scavare sul resto dell’area, per valutarne l’effettivo interesse archeologico, prima di autorizzare definitivamente i lavori. La proposta è rimasta inascoltata, ed è stata in fine affogata nei frizzi, lazzi e sghignazzi del sindaco e dei suoi consiglieri, all’atto d’approvazione della delibera.
Noi pensiamo, al contrario, che debba essere ripresa e rilanciata, poiché l’approvazione della delibera non pregiudica alcunché. L’area su cui sono state rinvenute le Terme, infatti, non è stata oggetto di scavi nella sua interezza; e su questo si basa il gioco degli equivoci. Chi afferma che l’edificazione avverrebbe su quella parte della “particella 159” (ormai famosa) priva di vincoli, non considera che la stessa Sovraintendenza definisce come molto probabile l’ipotesi che le Terme, o altri reperti di pregio, si estendano anche sulla parte non scavata; il ché causerebbe l’automatica estensione del vincolo ad essa. Scavare preventivamente e interamente, allora, diviene dirimente per ogni decisione minimamente oculata e non prevaricatoria.
Nonostante i comportamenti poco consoni alla carica, e pochissimo rispettosi di consiglieri e cittadini, sarebbe assai significativo che fosse lo stesso sindaco Ottaviani, dopo aver dimostrato di saper tenere incollata alla poltrona una qualche maggioranza, a riprendere la proposta e metterla in atto; trascinandosi dietro la stessa maggioranza, le opposizioni, le associazioni e tutti cittadini, in una verifica collettiva dello stato dell’arte. Potrebbe essere un gesto che riconcilia la città con i suoi amministratori, la città con il ceto politico, la città con se stessa. Ma se ciò non fosse, pensiamo che dovrebbe essere rilanciata dalle stesse opposizioni, trasformandola in una petizione popolare da sottoporre all’attenzione della città e alla firma dei cittadini.
Riteniamo, infatti, che una tale iniziativa porterebbe con sé numerosi effetti positivi, per tutti. Primo, non rischieremmo di procurare ulteriori danni a Frosinone. Secondo, se il sindaco Ottaviani prendesse l’iniziativa, dimostrerebbe d’avere non solo una maggioranza poltronesca, ma anche di saper procedere col necessario buon senso e interpretare appieno le giuste istanze popolari; doti essenziali al buon amministratore e particolarmente qualificanti per un politico. Terzo, le opposizioni, le associazioni, i cittadini acquisirebbero totale certezza che non si perpetui l’ennesimo abuso a danno della città. Quarto, il soggetto privato richiedente potrebbe operare in piena serenità, senza l’avversione della cittadinanza, e magari col suo consenso. Infine, e conseguentemente, sarebbero operosamente ribaditi e rispettati a livello locale due principi cardine della vita associata e democratica: la tutela del bene pubblico e la libera iniziativa privata, entrambe sanciti e tutelati dalla Costituzione Repubblicana.

Perciò, ripetiamo, l’errore non è ancora compiuto, il danno non ancora procurato; si può ancora fare la cosa giusta. Non distraiamoci, perciò, né amministratori né amministrati; non “abbandoniamo la discussione” come se fossimo in un perenne e pervasivo social network. Continuiamo invece a discutere e ad agire, ad agire e a discutere; persuasi come siamo che mai come questa volta è tanto di buon senso continuare a scavare, scavare, scavare.

Frosinone 25 luglio 2015

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.