di Manuela Maliziola – Nella giornata di ieri, a seguito della notifica della convocazione del Consiglio Comunale da parte del neo-Sindaco Caligiore, ho avuto modo di appurare come, all’interno dell’ordine del giorno, figurasse la votazione in merito alla risoluzione del contratto con Acea.
Ritengo doveroso, in ossequio ai principi di trasparenza e buona amministrazione, tanto sbandierati dall’attuale Sindaco, evidenziare come la suddetta questione, punto cardine della sua campagna elettorale, era stata già da me affrontata e discussa in Consiglio Comunale.
Si richiama alla memoria la seduta consiliare n. 42 del 22 novembre 2013, durante la quale la sottoscritta, nella qualità di Sindaco, veniva autorizzata con 9 voti favorevoli e 3 contrari, previa disamina della relazione della STO, precedentemente richiesta, a procedere alla risoluzione del contratto con ACEA.
A tal proposito, mi attivavo immediatamente presso gli organi provinciali competenti perché fosse indetta un’Assemblea dei Sindaci per portare a votazione la suddetta istanza.
Mi domando se non fosse tra le priorità dell’allora consigliere Roberto Caligiore, capogruppo di Fratelli d’Italia, la risoluzione del contratto con Acea, dal momento che lo stesso figura tra i tre voti contrari nella predetta delibera consiliare, assieme a Riccardo Del Brocco e Camillo Ciotoli.
Ricordo, inoltre, che, nell’Assemblea dei Sindaci, convocata nella prima data utile del 5 marzo 2014, rappresentai Ceccano e richiesi fermamente la risoluzione del contratto in questione. Per il 14 luglio successivo era prevista una votazione in merito, senonché 11 consiglieri comunali, tra cui Caligiore, si sono dimessi dinanzi a un notaio differendo di un anno, durante il quale Ceccano è stata commissariata, il compimento di un iter da me iniziato e di cui i cittadini fabraterni avrebbero beneficiato.
Forse il Sindaco Caligiore dimentica che non è più tempo di proclami e che la campagna elettorale è finita. Per lui è tempo di assumersi le proprie responsabilità e, soprattutto, di dire la verità ai cittadini e non fregiarsi di meriti altrui.
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