di Fausta L’Insognata Dumano
– Villa Comunale di Frosinone, questa volta parliamo di poesia di un poeta sconosciuto, che con la mostra ”L’ ETERNO VAGARE” finalmente ha il suo riconoscimento.
Armando Borsa, a cui abbiamo già dedicato un articolo. A permettere questa scoperta è il pronipote, ”gli zii di vesima” Armando e Angelina,, una donna tutta da scoprire anche lei, scriveva favole per i nipoti..
Sentirle ascoltare da il pronipote è come tuffarsi nell’ infinito dei ricordi…..Paolo Erasmo Magnante è una cassaforte di un’Italia, che appare molto lontana e rimani ad ascoltarlo a bocca aperta.
Armando Borsa ha lavorato come guardiano di un faro, una figura che nell’immaginario collettivo è romantica, ma solitaria. Di certo sappiamo che è nato a Frosinone nel 1873, nel 1899 a Nettuno scrive il suo primo componimento., un’ intense vita di poesie e quadri, partecipa alla biennale di Venezia con il nome di ARMANDO MARSUPIO. Nelle sue poesie alterna l’endecasillabo ad altre forme metriche, a volte le parole sdrucciole predominano, immagini tristi lugubri, la notte di antichi sogni, ma anche tanto mare con i cavalloni e la spuma. Certamente figlio del suo tempo, la guerra e il dopoguerra, la malattia agli occhi….un uomo tutto da scoprire, da studiare.
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