docenti incazzati 350 260

docenti incazzati 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Andare in guerra con una pistola giocattolo….cronaca tra il comico e il surreale della terza giornata della “resistenza” della scuola…..l’11 giugno ho scritto una giornata degna da essere narrata nella sezione fantareale…..dopo aver passato una notte in bianco a studiare la normativa sul blocco degli scrutini, telefonate nevrotiche, chat disperate tra guru sindacalisti, studiosi del diritto, vado a scuola.
Sarà un caso, sono vestita di bianco, non porto l’ abito da sposa, ma quel bianco apparentemente scelta casuale , dopo giorni di magliette con il volto del CHE. con quello del SUBCOMADANTE MARCOS ricostruendo la giornata, mi appare come la bandiera bianca, che sventoli per indicare ”mi arrendo, stai uccidendo un uomo morto. Il nodo da sciogliere di questa giornata è: puoi ancora scioperare?? La legge sulla regolamentazione del blocco ti tutela o apri un contenzioso?? La tua scelta è determinante, devi assumerti la responsabilità di trascinare a catena anche quei docenti, che non sono sindacalizzati, che ti seguono a fiducia, sei stata tra le anime più attive della lotta, per natura sono andata spesso allo scontro, ma sapendo di poter farlo, questa volta i guru dicono “fatti mettere per iscritto dal dirigente che non puoi scioperare oggi’”. Oggetto della diatriba: “si può scioperare i primi due giorni, bene la tua scuola è una fusione di due scuole, il calendario come si conta?? Il tuo liceo sarebbe compreso nella seconda giornata,, ma se conti come istituto è il terzo giorno….” dio bono , guru nazionali come me stamattina 11 giugno diverse scuole fuse si trovano questo arcano misterioso, il tuo quadro si complica, un banco di nebbia accompagna le prime ore della guerra, il tuo liceo è nello stesso plesso edilizio, ma ha due organici diversi, ma per gli ata è già unico organico. VESTITA di bianco, con la tua pistola giocattolo varchi la soglia del combattimento, la parola d’ ordine è “guerra”, lui (il Preside ndr), leggermente in ritardo, in quella frazione di attimo, che è più lunga di un attimo hai sperato che il suo ritardo fosse preludio che anche lui scioperasse, ma sei insognata, quell’ attimo era solo segnale di ingorgo di traffico.
Spari un colpo, in quell’istante la tua pistola è ad acqua, il meccanismo si inceppa con dei granellini di sabbia, lui sgancia una bomba intelligente, quelle che distruggono le persone, ma lasciano intatta la struttura….in maniera disarmante faccia.. “è mio dovere informarla che è il terzo giorno….ti snoda il dilemma,decida”….. Chiedi due minuti, nuova consultazione, la pistola si è riempita di sabbia,……….Ora di pranzo, degno di surrealismo comico, avresti mangiato con un’ amica, ma chi tesse le fila, andate alla FAVOLOSA (creedici, mai andata alla Favolosa,) prendi tutto pronto e venite a mangiare a casa mia, dice il tuo amico filosofo, poi ordini, ci ripensa, ti chiama al cellulare “aspettatemi li…….ti giri….Dio quando vuole tessere l’impossibile, lo fa con stile…..solo, soletto c’è lui, il simbolo della BUONASCUOLA….”è vero,che vuole rilassarsi da solo???’ ‘Lui “’sedetevi”……tu che non partecipi ai pranzi aziendali, ti ritrovi seduta di fronte a lui, proprio tu……Ciliegina sulla torta, state per andare via in un orario in cui nessuno va più a pranzo…….arriva LO STAFF DELLA BUONA SCUOLA……ti senti come l’ amante che viene scoperta dalla moglie”…….solo i testimoni potranno credere al surrealismo di questo racconto.

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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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