Circa un anno fa, agli inizi del giugno 2014 si svolse una importante iniziativa nell’auditorium della Biblioteca comunale di Ceccano sull’inquinamento della Valle del Sacco e molti furono gli interrogativi sulla continuità e la qualità dei controlli relativi al comportamento delle attività produttive in osservanza delle leggi. Allora non ci furono risposte e neppure dopo, dai sindaci da noi intervistati. unoetre.it ha continuato a sostenere che tutti i progetti di bonifica sarebbero stati produttivi se intanto si fossero effettuati corretti controlli.
Oggi c’è una prima risposta ai nostri testardi dubbi. La Rete per la Tutela della Valle del Sacco (ReTuVaSa) rilascia il comunicato che segue in merito all’inchiesta sulle AIA rilasciate dalla Provincia di Frosinone.
«É inquietante, e al di là dei nostri stessi fondati timori e dei nostri stessi fondati sospetti, il quadro che emerge dalla stampa relativamente all’ “inchiesta sulle Autorizzazioni Integrate Ambientali” rilasciate dalla Provincia di Frosinone. L’indagine del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale, coordinata dalla Procura di Frosinone, sembra mettere a nudo un vero e proprio sistema, volto ad agevolare il rilascio delle AIA alle aziende in cambio di favori e posti di lavoro, con sconcertanti violazioni delle procedure amministrative, in particolare nell’affidamento di consulenze “double face” a tecnici a libro paga delle aziende.
Al riguardo dobbiamo ricordare quanto comunicammo alla stampa tempo fa, in occasione delle dichiarazioni di Confindustria Frosinone circa i ritardi nel rilascio delle AIA da parte della Provincia e il volume delle prescrizioni da parte degli enti preposti. Osservammo che le farraginosità e le pastoie burocratiche erano inutili, ma che non si poteva certo giocare sulla pelle della gente e dei lavoratori pensando di poter velocizzare oltre misura procedure autorizzative complesse, richiedenti ragionevoli tempi tecnici e valutazioni attente e serene da parte degli organi di controllo.
Chiediamo a Confindustria Frosinone di prendere una chiara posizione contro le aziende, tutto sommato con ogni probabilità una minoranza, che screditano l’intera categoria. E le suggeriamo di diffondere presso le aziende un codice deontologico a misura delle storiche specificità provinciali. Ciò non toglie, ovviamente, che le responsabilità più gravi che sembrano emergere dalle indagini si ravvisino soprattutto sul fronte politico e amministrativo.
Non possiamo che plaudire con grande soddisfazione all’ennesimo grande operato sul fronte ambientale della Forestale. In quest’ultimo anno la mole di lavoro e i risultati sono davvero straordinari. Estendiamo l’apprezzamento anche alla Procura di Frosinone, non potendo però dimenticare che, a prescindere dalla sempre valida presunzione di innocenza per i reati in causa, importanti inchieste ambientali degli ultimi anni sono in seguito sfumate per prescrizione o archiviazione. Confidiamo che in questo caso le cose andranno in maniera diversa.»
Francesco Bearzi – Coordinatore Frosinone
Alberto Valleriani – Presidente
Valle del Sacco, 13.06.15
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