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consiglio lazio 350 260Dall’Ufficio Stampa della Consigliera regionale Daniela Bianchi – «Va bene il processo di condivisione con le organizzazioni sindacali per sottoscrivere accordi su uno sviluppo sostenibile basato sulle Apea. E’ il segno che le politiche messe in campo in questi ultimi due anni e mezzo per creare le precondizioni di scenario e tracciare le linee del campo da gioco hanno la meglio sulla politica del particolare e a brevissimo periodo. Ma va anche richiesto in maniera netta, alle parti in causa, che in questo campo da gioco sia detto con chiarezza quello che non vogliamo.» Dichiara la Consigliera “PD” Regionale del Lazio Daniela Bianchi che così prosegue:

«Il rilancio delle nostre aree industriali, infatti, non passa solo da buoni propositi in tema di sviluppo e occupazione, ma per prima cosa dal coraggio di una visione innovativa che tenga insieme la qualità e la crescita per rendere le nostre aree veramente attrattive e competitive. Perché ciò accada bisogna dire con decisione cosa si intende fare riguardo al consumo ulteriore di suolo, o sul pericolo concreto di avere una riconversione industriale basata sullo stoccaggio di rifiuti urbani e industriali. Sono pronta ad attivarmi personalmente per avere il massimo chiarimento su questo punto. A scanso di ogni equivoco, non vogliamo consumo ulteriore di suolo e non vogliamo riconversioni basate sullo stoccaggio di rifiuti urbani e industriali. Non è quello il nostro futuro.»

«Il nuovo presidente dell’Asi, Francesco De Angelis, uomo delle istituzioni che certamente conosce le difficoltà dell’area di Frosinone-Anagni, ha annunciato di voler istituire una cabina di regia con i sindacati per gestire una “Call for Projects” ed i bandi del POR 2014-2020. Alla base di tutto, come dichiarato, c’è l’avvio delle Apea, Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate sulle quali nei mesi scorsi ho depositato un’apposita proposta di legge, preparata con l’intenzione di ottimizzare al meglio le risorse europee ad esse destinate.»

«Ben venga questo tipo di azione, ma a patto che si renda chiaro fin da adesso quali attività e progetti industriali devono essere scartati perché insostenibili con un’area già duramente colpita dall’inquinamento. Pensare, ad esempio, di trasformare capannoni industriali in rimesse per i rifiuti non può essere in linea con i progetti di bonifica e sviluppo sostenibile necessari per la Valle del Sacco. Di questo sono certa che il presidente De Angelis ne terrà conto.

Le Apea, infatti, nascono con tutt’altro obiettivo: trasformare zone industriali, commerciali, artigianali e agricole in veri presidi per l’ambiente, l’efficienza energetica e la competitività aziendale. Gli effetti immediati sono sui processi di semplificazione e sburocratizzazione, requisiti fondamentali per un’azienda che decida di investire su un territorio, ma anche la previsione di aree produttive in senso ampio e non solo a vocazione industriale..

Per questo tipo di azione la Regione Lazio ha già stanziato, con il nuovo piano di reindistrializzazione del Lazio, 30 milioni di euro. Abbiamo quindi una opportunità di crescita, in grado di creare lavoro e attrarre nuove aziende, che va di pari passo con la qualità della vita delle persone. Non siamo un territorio ai margini, ma al contrario siamo al centro di un progetto di sviluppo. E come sempre accade quando si vuole essere veramente protagonisti di una “stagione di cambiamento” tutti gli attori coinvolti devono lavorare dichiarando non solo quello che si può fare ma soprattutto cosa non è accettabile.»

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