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acquanonsivende 350 260di Redazione – Acqua libera. Parole e fatti. Nel 2014 il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato una legge sull’acqua che riprendeva il responso del Referendum sull’Acqua Pubblica del 2011. La legge abolisce i vecchi Ato per sostituirli con gli ambiti di bacino idrografico.

 

 

 

{tab=Un piede in due staffe}

L’obiettivo dichiarato è di tutelare le risorse idriche, con un equilibrio tra consumi e rigenerazione naturale, e aprire alla partecipazione locale di enti e cittadini. La legge votata fissava il termine di 6 mesi per la definizione di questi ambiti, ma il Governo ha fatto ricorso su alcuni aspetti normativi e al momento è ancora tutto fermo.

Su iniziativa dei Comitati per l’acqua pubblica i Consiglieri De Paolis e Bonafoni, per evitare un commissariamento hanno presentato una proposta di legge che aggiri il blocco istituzionale e definisca al più presto i bacini idrografici della Regione. (nella nostra provincia ne sarebbero previsti 4: Sacco, Liri Melfa, Liri Rapido Garigliano e Agro Pontino-Amaseno ndr). Un punto di svolta, sarebbe questa scelta, per sottrarre a speculazioni e polemiche la gestione di un bene troppo prezioso per essere sprecato e per essere destinato ad alimentare soltanto gli appetiti privatistici.
Ma nel frattempo che succede? L’acqua di Colleferro viene data ad ACEA ATO 2 S.p.A. La domanda è scontata ed elementare: in quale contesto economico e normativo?
La rete di Turela della valle del Sacco (Retuvasa) denuncia con chiarezza gli equilibrismi spericolati ed ingannevoli della Regione Lazio e si domanda: che decisioni sta prendendo Zingaretti?

E noi vorremmo sapere se si sta con il risultato del referendum o con la privatizzazione dell’acqua? Con tutti e due non si può stare, significherebbe truffare la volontà popolare. Pensiamo, qui nel frusinate, che ora si debbano sostenere tutti quei sindaci che vogliono rescindere subito il contratto cona Acea Ato5

Intanto è da leggere questo istruttivo comunicato di ReTuVaSa che segue.

«La deliberazione n. 5 del commissario straordinario, Dott.ssa Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi con i poteri del Consiglio Comunale, ha deciso il “Conferimento in concessione gratuita ad ACEA ATO 2 S.p.A. delle infrastrutture idriche di proprietà del Comune di Colleferro”.

Diciamo subito che il conferimento sottende una transazione economica complessa tra ACEA ATO 2 S.p.A. ed il Comune di Colleferro avente per oggetto le spese sostenute dal comune per gli interventi di adeguamento funzionale dell’impianto di depurazione di Vallesettedue.

Citiamo.

“10) Di approvare lo schema di convenzione, che viene allegato al presente atto per formarne parte integrante e sostanziale (Allegato 7), in forza del quale Acea Ato 2 S.p.A. rimborserà al Comune di Colleferro la quota, di competenza comunale, del costo degli interventi di adeguamento funzionale eseguiti sul depuratore di Valle Settedue, pari ad € 999.675,84, IVA compresa, tenuto conto che il costo complessivo dell’intervento, pari ad € 1.795.675,84, beneficia di un finanziamento regionale, non rimborsabile, di € 796.000,00;”.

Questa informazione ci ricorda che nella gestione in essere sino ad oggi tutti gli investimenti, che non fossero interventi su pochi metri di tubo, sono stati fatti con fondi pubblici quindi addebitati alla fiscalità generale e non sono stati scaricati in tariffa sugli utenti.

Saremo comunque più precisi con una analisi puntuale degli aspetti economici del passaggio di gestione.»

{tab=Il full recovery cost}

«La situazione cambia con la gestione di ACEA. In base al principio detto del ‘full recovery cost’ tutti i costi sostenuti dal gestore, quindi presumibilmente anche i soldi che Acea darà al comune di Colleferro per il depuratore, verranno scaricati sulle nostre tariffe.

In realtà la concessione del Servizio Idrico Integrato (SII) del comune di Colleferro ad ACEA risale al 2003, ma sino ad ora ACEA non ha fatto alcuna pressione per una effettiva presa in carico, a differenza di quanto fatto nei confronti di altri comuni dell’ambito Possiamo presumere che la motivazione di questo comportamento sia stata sino ad ora la situazione in cui versa il sistema idrico, dal lato della depurazione (stato del depuratore) e dalla situazione precaria del sistema di distribuzione: non esiste un vero e proprio acquedotto, mentre molti pozzi sono vecchi ed insistono su zone prossime al fiume ed alle aree inquinate quantomeno nella falda superficiale. Negli ultimi anni sono stati realizzati nuovi pozzi in altra area, adeguati dal punti di vista strutturale e che paiono insistere su altra falda, quella di Ninfa, quindi di notevole valore per il gestore che prende in carico un territorio con pozzi belli e fatti le cui acque potrebbero essere vendute ad altri comuni.

Sul tema della qualità dell’acqua e sul finanziamento della ristrutturazione necessaria ed inevitabile di tutto il sistema i cittadini di Colleferro potranno dire la loro e come loro i cittadini degli altri comuni?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo descrivere brevemente lo stato dell’arte della normativa nazionale e regionale.

A livello nazionale gli ultimi interventi legislativi sono andati nella direzione opposta al risultato del referendum, favorendo la privatizzazione della gestione del SII intervenendo pesantemente sulla Sezione III – Gestione delle risorse idriche del DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 – Norme in materia ambientale.

In regione Lazio la legge 5/2014 sulla “Tutela, gestione e governo pubblico delle acque” ha recepito in gran parte i contenuti di una legge di iniziativa popolare promossa da diversi consigli comunali, che permette la gestione pubblica dell’acqua con la partecipazione dei cittadini. Purtroppo ancora non sono state portate in discussione alla Commissione Ambiente le norme di attuazione, nonostante fosse stabilito in 6 mesi il termine ultimo e nonostante sia sempre più incombente il rischio di commissariamento per la stessa Regione Lazio da parte del Governo.»

 {tab=I ritardi sono contro l’acqua pubblica}

«In particolare è decisiva la definizione degli ambiti di bacino idrografico ossia gli ambiti territoriali nei quali la gestione del servizio viene affidata secondo la legge nazionale ad un unico gestore. Questo gestore, in base alla legge regionale -conforme alle norme comunitarie che nel merito dettano legge- può essere anche un consorzio pubblico costituito dai comuni dell’ambito.

In merito è giacente una proposta di legge la 238/2015, che riprende una proposta del movimento per l’acqua regionale nella quale sono definiti gli ambiti in base alla struttura idrografica del territorio regionale, così come sarebbe logico e giusto fare.

Perché è cruciale questo passaggio?

In mancanza della definizione dei nuovi ambiti e dei successivi affidamenti si passerebbe al commissariamento della Regione da parte del governo con definizione di un singolo ambito regionale ed affidamento in automatico ad ACEA della gestione di tutto il sistema idrico regionale (in base al fatto che controlla più del 25% dell’infrastruttura).

Nonostante ripetute sollecitazioni e numerosi incontri l’assessore Refrigeri per conto della giunta Zingaretti, pur mostrandosi interessato e d’accordo, non ha fatto alcun passo verso l’emissione delle norme attuative sugli ambiti di bacino.

Nel frattempo, altri 26 Comuni dell’ATO 1 di Viterbo e dell’ATO 2 di Roma martedì hanno dovuto presentare ricorso al Tar per l’annullamento delle diffide della Regione Lazio a cedere le infrastrutture idriche al gestore unico. Eppure, per evitare tutto ciò, basterebbe approvare la proposta di legge consiliare n°238.

Visti i tempi l’esito più probabile è la presa di controllo da Parte di ACEA di tutto il sistema idrico regionale e ciò è coerente con l’obiettivo del governo di fare di ACEA una piccola multinazionale dell’acqua, con base in tutto il centro Italia, Lazio e Toscana in primis.

Anche Colleferro è entrato nel grande gioco dell’acqua, i cittadini di Colleferro possono, anzi, devono prendere parola cominciando da una semplice domanda al presidente della Regione che lunedì scorso, in conclusione della campagna elettorale, è venuto ad inaugurare un reparto ospedaliero.

PRESIDENTE ZINGARETTI, VUOLE ESSERE COMPLICE DELLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA?
CANDIDATI A SINDACO, COSA DITE IN PROPOSITO?»

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