di Fausta L’Insognata Dumano – Ops, ussignur direbbe l’Insognata……non finisco mai di sorprendermi, la fine di un grande amore, di una passione letteraria, di una dedizione tra una allieva e un maestro si è consumata sulla tragedy della malascuola renziana…….L’allieva è l’Insognata, che da anni si nutre di laboratori di scrittura, il maestro è lui, Marco Lodoli……caro Marco….per te sicuramente sono solo una delle tante allieve, che hai incrociato ai laboratori, a cui hai inviato email con consigli di scrittura, suggerimenti, corretto scritti, premiandomi con la pubblicazione sul sito della regione Lazio ”quella ringhiera…….”, sono quella che per anni si è nutrita con i tuoi romanzi sulla scuola, organizzandoti presentazioni, adesso che ci penso credo di aver pranzato più volte con te che con gli amori che inseguo…….credo di aver condiviso più chiacchierate con te che con qualsiasi mio collega, di aver abbracciato ogni tua analisi su questo sconosciuto pianeta scuola, di cui in tanti pur non conoscendolo, si arrogano il diritto di legiferare.
Con grande stupore , condito da meraviglia e tristezza, leggo che il 5 maggio da solo con la tua dirigente ti aggiravi in una scuola deserta, con le mani dietro la schiena, dispiaciuto, perché hai progettato la Buona Scuola, tanto da essere tu l’ideatore del nome. Dispiaciuto perché nei giorni precedenti non hai convinto le tue colleghe,, non hai convinto neanche me……anche se a scuola non porto i tacchi cm 12 come loro…..interessante questo dettaglio con cui descrivi il look delle insegnanti…..il mio stupore non trova pace, tradita, amareggiata ti rispondo con le tue parole prese da uno dei tuoi tanti libri con cui mi sono nutrita….. ”a me professò sto discorso sul merito mi fa ridere. La meritocrazia …ma che significa?? e noi che stiamo indietro, noi che non je la famo, noi che non contiamo niente?…….
Qui, dici tu, la divina provvidenza del merito non passa, non illumina. In questa scuola di periferie le tragedie si accumulano come legna bagnata che non arde e non scalda, ma fuma e intossica. Loro sanno che tutto è inutile, che i posti migliori sono già stati assegnati, hanno già nel sangue la polvere del mondo, il disincanto. Forse è vero, dici tu, che non dobbiamo fare della meritocrazia un ulteriore setaccio, l’oro passa e le pietre vengono buttate. I ricchi l’hanno capito al volo l’aria che tira e hanno occupato le poche scialuppe di salvataggio, master, scuole di lingue, etc…….hanno intuito il tracollo della scuola pubblica.
Caro Marco, potrei prendere centinaia di passaggi dei tuoi libri, di cui mi sono nutrita in questi anni e usarli per smontarti pezzo per pezzo le teorie che si muovono dietro questa riforma, a cui hai partecipato. In questi anni hai narrato la scuola con i suoi problemi, il malessere tuo che era anche il mio,, a Ladispoli……concludesti che nonostante tutto la scuola è un momento di incontro, di scambio di idee…….potrei continuare per ore …….su questa storia di passione naufragata con la tempesta della malascuola, mentre dalla mia libreria si squadernano i libri pubblicati da me…..in tutti una piccola dedica a Marco Lodoli…….il maestro dei laboratori di scrittura…….
PS. il mio protagonista maschile guarda caso si chiama sempre Marco…….tranne nella donna alla ricerca del diaframma….dove il Maestro non ha nome……in queste ore sto leggendo centinaia di commenti duri, ma con tutto l’ affetto che nutro per te, sei indifendibile e mi sento come una delle tue protagoniste Clio……..che perde la voce, difendere un amore indifendibile……..
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