di Antonella Necci – Non ho scioperato, perché ……. Perché voglio sempre fare di testa mia. Ecco perché. Perché non mi voglio far manipolare. Perché quando, tanto tanto tempo fa, era il momento di scioperare, cioè quando le varie Iervolino, Moratti, Gelmini massacravano la scuola pubblica, le adorate colleghe, figlie della scuola privata e poi passate nella statale grazie alle succitate, non solo non scioperavano, ma anzi, servilmente si davano da fare nell’ introdurre quei simpatici comportamenti corrotti e coercitivi tipici del lavoro privato.
Ecco, oggi non voglio scioperare, perché nessuno si deve permettere di confondermi con simili persone. Non sciopero perché nessun uomo mi mantiene e i soldi, pochi e maledetti, mi servono per pagare le bollette.
I pochi alunni oggi presenti a scuola, sono praticamente gli unici ad entrare in classe e gli unici a fare lezione, in una scuola con tre sedi. Chissà cosa mi diranno le mamme, penso, ma poi lo dico anche esplicitamente. Loro sorridono e mi fanno notare che sono entrati a scuola per me, per rispetto nei miei confronti e per la lealtà che io ho verso di loro nel dire sempre apertamente le mie idee, giuste o sbagliate. Io li ringrazio e poi, faccio la battuta stupida, presa in prestito da una canzone di Paolo Conte, e dico” eravamo 4 amici al bar che volevano cambiare il mondo….. Voi siete 5…… Allora dai, facciamo lezione insieme, che il mondo lo cambiamo!”
Poi penso che forse non sono né furba né intelligente e mi scuso per essere l’unica prof. a fare lezione. Penso, infine, guardando il gelido sorriso che mi rivolge la preside, che nella scuola non serve la riforma renziana per introdurre il comportamento da ” pecorame”. Questo comportamento è già stato omologato ed inserito e il libero pensiero insieme al libero arbitrio sono già belli e morti. Ricambio la falsità del sorriso della preside e penso, con la perfidia che mi caratterizza, che, i presidi potranno avere tutto il potere di questo mondo, ma se nella scuola ce ne fossero di più di pazzi come me, quel potere se lo potrebbero tranquillamente infilare in quel posto.
Già, di pazzi come me….. Non ce ne sono. Il 90% dei colleghi oggi è in sciopero o a manifestare. Appuntamento a piazza della Repubblica. Tutti vestiti di bianco per non confondersi con i blackblocks. Qualcuno dei miei alunni osa fare la battuta infelice” il bianco non è un gran colore, se si ha qualche chilo di troppo”. Sorrido mentalmente e penso alle mie colleghe vestite di bianco. Poi ringrazio il cielo di aver indossato un tubino nero. ” il nero sfina”, come dicono a Roma, e di certo se gli altri sono bianchi, io sarò sempre di colore diverso. Tubino nero, calze a rete, testa pensante….. Sarà per questo che la preside mi vede come il fumo negli occhi?
05/05/2015
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