senzabussola 350 260

senzabussola 350 260di Ivano Alteri – Da senzatetto della politica quali siamo, quando ci capita di scrivere del Pd e delle sue traversie morali e politiche, spesso ci prende il timore di offendere le molte persone per bene che in quella casa politica vi dimorano; non per affari, ma perché pensano, legittimamente, che sia anche e ancora il loro tetto; e vorrebbero, altrettanto legittimamente, mantenerlo. Molte di queste persone sono sinceramente di sinistra, pur di varia provenienza, nel senso che sono vicine alle esigenze dei cittadini e considerano la politica uno strumento indispensabile per salvaguardare l’esistenza della povera gente, degli sfruttati, degli ultimi.

Cosa c’entrano però, si sentono dire anche da noi, queste loro giuste aspirazioni con i tanti cattivi comportamenti, tenuti da altri, in nome dello stesso loro partito? La domanda è pertinente; ma ambigua e a volte anche ingiusta. L’immancabile interrogante col piglio inquisitorio, infatti, non specifica sempre se ad andarsene, eventualmente, debbano essere loro, uomini e donne di buona fede, o gli altri, impregnati invece di una fede pessima. E quando lo fa, invita proprio i buoni ad andarsene, così da allontanarsi dalla cattiva compagnia, dice. Ma invitare qualcuno ad andarsene da casa sua, perché qualcun altro l’ha insudiciata dei propri escrementi, ci pare una richiesta un tantino azzardata; sarebbe come chiedere alla vittima di farsi carico delle responsabilità del carnefice. Una somma ingiustizia.

D’altra parte, però, restare immoti in una situazione che desta scandalo morale e politico, di cui, certo, si può non essere responsabili, ma che si tollera fin troppo, rischia di apparire, nel migliore dei casi, come una grave insensibilità al problema; nel peggiore, come una complicità interessata. Per chi osserva da fuori, suo malgrado, non è facile distinguere chi vive con sofferenza quella disgraziata condizione, da chi la sopporta per indifferenza o addirittura la sostiene per interesse. A meno che non si espliciti, all’interno del partito, una battaglia politica, tale da contrastarne l’andazzo, anche correndo il rischio di rimetterci qualcosa di proprio. In altre parole, sarebbe molto più semplice discernere la buona dalla cattiva fede in chi dimora in quella casa, se la buona fede mostrasse la disponibilità ad un qualche sacrificio, magari anche di perderla quella casa, come accaduto ad altri, pur di sostenere finalmente ciò che pensa.

Ma non ci pare che ciò avvenga, né a livello generale, né a livello locale. Di fronte ad un Renzi che “va avanti”, con piglio ducesco, nelle cosiddette riforme che stanno martirizzando sessanta milioni di italiani (meno qualche decina di individui), la sinistra Pd alza il volume del microfono, più che della voce; mentre, per dire, all’Expo di Milano vi saranno diciottomila cittadini costretti a lavorare gratis!, se vogliono, e a cominciare dal 1° Maggio, sempre se vogliono, e a ringraziare pure, perché così possono metterlo nel curriculum (bel curriculum da schiavi!). Per questo sconcio, non ci aspettavamo il suicidio in massa di deputate e deputati della sinistra Pd, o che tornassero eroici sulle montagne come coloro che hanno costruito questa democrazia che continua a farli campare piuttosto bene; ma perlomeno che qualcuno rischiasse di rompersi un tacco o sgualcirsi la giacca, questo sì. Se la sinistra non difende con tutti i mezzi la dignità del Lavoro, che sinistra è? Ce lo volete spiegare?

A livello locale, le cose non vanno affatto meglio. Di gente che si contorce per le disinvolture di questo e di quello ne vediamo anche troppa; ma dopo aver starnazzato per qualche giorno per l’ennesima capriola di Marzi (quello che ha contribuito, con altri e per ragioni oscure, ad affossare il centro sinistra ciociaro solo qualche mese fa), ognuno resta dov’è, tutto resta com’è, tutto resta senza perché. Ma possibile che i tesseramenti gonfiati, i congressi annullati, gli inciuci con la destra per l’elezione del presidente della Provincia, i neo dirigenti di partito che passano dall’altra parte appena eletti, le primarie che valgono solo quando fa comodo, le sezioni ridotte a circoli di bocciofili, i segretari umiliati, le decine e decine di attivisti di valore scacciati a calci in culo dal partito nel corso degli anni, il favorire invece l’ingresso di tipi ben più scaltri e dinamici e ridurre questo partito esattamente com’è oggi: un comitato d’affari ristrettissimo e opacissimo; possibile che tutto questo non meriti una definitiva battaglia campale? Possibile che non meriti anche il rischio di dolorosissime e onerosissime sconfitte politiche? Sembrerebbe di no. Questo è lo scandalo insopportabile.

Ecco, cari amici e compagni dolenti del Pd, noi senzatetto della politica, così esposti a tutte le intemperie, pensiamo che lo scandalo sia proprio ritrovarsi in milioni in questa condizione miseranda perché nei partiti non c’è più posto per noi e per nessuna idea che non riguardi la tasca; non c’è più posto per chi vorrebbe condurre la battaglia politica con schiettezza e determinazione in difesa degli interessi del Lavoro; per chi ha un senso alto della politica e la volontà e il coraggio di esporsi a rischi e sacrifici. Sì, amici e compagni, adesso ci è chiaro perché anche a noi viene a volte quel piglio inquisitorio nel giudicare le vostre gesta: non per invidia da senzatetto nei confronti di chi condivide una casa con coinquilini imbarazzanti, che sarebbe del tutto fuori luogo; ma per il riflesso pavloviano che vi induce ogni volta a scansare con sdegno da voi il calice amaro del Sacrificio e a girare timorosamente la faccia dall’altra parte.

Frosinone 16 aprile 2015

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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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