Marangoni Videocon 350 262

Marangoni Videocon 350 262dal Partito Comunista D’Italia riceviamo e pubblichiamo – Siamo in una situazione nella nostra provincia di grave crisi del sistema industriale, dove solo alcuni anni fa il nostro sistema manifatturiero era uno dei primi d’Italia. Oggi è praticamente distrutto. In questo quadro è possibile salvare il sito produttivo della MARANGONI e la salvaguardia di 400 posti di lavoro. Infatti esiste una proposta di una multinazionale svedese che ha proposto un piano industriale che prevede il riutilizzo degli impianti e l’occupazione di tutti i dipendenti della ex MARANGONI. Tutto rischia di franare per 10 milioni di euro. Evidente che la mobilità per i 400 lavoratori costa allo stato 12 milioni di euro, comunque lo stato risparmierebbe 2 milioni, ma non solo, ripartendo la produzione lo stato incasserebbe l’IVA, IRPEF, contributi INPS e INAIL, e dato che la ex MARANGONI fatturava 100 milioni di euro è chiaro a tutti che ci sarebbero forti vantaggi per le casse dello stato.
A questo punto sorge la domanda: è uno stato intelligente che per non investire pochi soldi ne perde tanti? La risposta è semplice, ormai siamo al declino morale, sociale, industriale e finanziario; ma la cosa più grave è che il Governo non ha una vera e propria politica industriale.bandiere pcdi 350 260
I Comunisti chiedono, con urgenza al Ministro dell’Industria, di intervenire su tale situazione in quanto sarebbe un delitto lasciare a casa 400 lavoratori, con danni a tutta la comunità ciociara, chi secondo noi può e deve giocare un ruolo importante è il Presidente della Regione Lazio Zingaretti che deve intervenire coinvolgendo la Finanziaria Regionale e la Cassa di Deposito e Prestito.
Nel dare atto al Presidente che sta tagliando sperperi e costi della politica, di accelerare tale fase, facendo in modo che i risparmi possono essere utilizzati per salvare 400 posti di lavoro. Per esempio si potrebbe velocizzare la fase di unificazione del COSILAM e dell’ASI, in modo da risparmiare soldi e risorse in un nuovo inquadramento delle politiche di sviluppo industriale.
I Comunisti fanno appello ai lavoratori e ai sindacati di lanciare una mobilitazione generale, perché la soluzione può essere vicina ma occorre una forte pressione sulle forze che governano il Lazio e l’Italia, che politicamente sono gli stessi. È ora lotta dura senza paura: adesso o mai più.
Il segretario prov. Del PCd’I

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