di Ermisio Mazzocchi – Il PD è un partito federale costituito da elettori e iscritti e propone un programma di governo per l’Italia e si impegna a realizzarlo in maniera coerente. Maggiore è la sua forza organizzata e sempre più ampio è il consenso elettorale, maggiori sono le possibilità per realizzare le sue proposte per il progresso del paese. Un obiettivo che si deve perseguire giorno per giorno non tralasciando nulla al caso e seguendo regole di etica politica finalizzate a garantire coerenza e trasparenza. Nella provincia di Frosinone, grazie al lavoro di tanti iscritti e iscritte fatto in modo silenzioso e con umiltà senza luci alla ribalta, e alla fiducia di tanti cittadini, il PD ottiene ottimi risultati nell’estendere la sua rappresentanza sul territorio e assume la responsabilità di governo in molti comuni.
Sono fatti che ci rallegrano e ci incoraggiano ad andare avanti nel paese così in ogni città come a Frosinone, dove il Circolo cittadino del PD ottiene risultati positivi nel lavoro programmatico e nelle iscrizioni al partito con un gruppo consiliare compatto nella sua opposizione al governo di centrodestra di Ottaviani. Ogni iscritto porta con sé esperienze e professioni messe a disposizioni per un condiviso progetto politico nel rispetto di quelle norme etiche che regolano la vita di un partito. La richiesta di iscrizioni è libera e facoltativa, che nella totalità dei casi non ha bisogno di uno strombazzare di sms di annunci regali del tipo “urbi et orbi”. Il PD è un partito serio, che affonda le sue radice nelle migliori e robuste tradizioni culturali del nostro paese e che chiede rispetto e riguardo per la sua storia e per i suoi organismi dirigenti.
Oggi viene annunciata come uno spot pubblicitario l’adesione e forse l’iscrizione al PD di Domenico Marzi, già sindaco di Frosinone dal 1998 al 2007, regolarmente iscritto ai DS. Il suo è un percorso politico interessante, così come lo sarebbe di qualsiasi altro e ne abbiamo molti nella nostra provincia, che sono stati sindaci del centrosinistra, acquisendo esperienza e notorietà.
Marzi non si iscrive al PD e si presenta alle provinciali del 2009 in una coalizione avversa a quella del centrosinistra e che nel ballottaggio per sua chiara scelta fa perdere Gianfraco Schietroma candidato del centrosinistra. Operazione che si ripete nelle comunali di Frosinone nel 2012 candidandosi a sindaco con una sua lista, sostenuta dal PSI di Schietroma, contro il candidato del PD, Michele Marini, del centrosinistra. Egli è artefice di fatto della sconfitta del centrosinistra e la elezione di Ottaviani, centrodestra.
Fatti noti, ma la memoria politica non si cancella con una pacca su la spalla a “volemose bene” perché comportano valutazioni politiche sulle successive operazioni nelle istituzioni e nel partito. Tanto che le sue dichiarazioni “non sciolgo la lista Marzi e rimango in questo gruppo” nel Consiglio comunale fino al termine della legislatura (2017) comportano contraddizioni al limite della confusione. Marzi dichiara adesione al PD, che in Consiglio comunale ha un suo gruppo consiliare, e allo stesso tempo conserva la permanenza nella sua “Lista” che si è presentata in opposizione a quella del PD nel 2012.
Dove sta Marzi? Delle due o l’una o l’altra. Se rimane questa posizione la riflessione si allarga ad altre considerazioni con all’orizzonte le elezioni comunale del 2017. La “Lista Marzi” fornisce il contenitore di un raggruppamento di forze di centro e di parti del PD, alleati in una nuova formazione di “Grande partito della città” sul modello del “Partito della nazione” renziano. Questo comporterebbe un diminuzione della forza del PD e la legittimazione di alleanze di coalizione al di fuori del centrosinistra.
“Nel PD per cambiare”, cosa, chi, quando, dove? forse sono prove generali per cambiare verso a quello che è oggi il PD per condurlo su altre sponde del centrismo politico. Se permane questa posizione non chiara né definita del consigliere comunale Domenico Marzi si blocca una presenza nel PD in ragione del fatto che sono esclusi dalla registrazione dell’Anagrafe degli iscritti, come recita il Regolamento, le persone aderenti all’interno delle Assemblee elettive a gruppi consiliari diversi da quello del Partito Democratico. Ragioni fondate non solo per prassi statutaria, ma per considerazioni politiche che mirano a salvaguardare una integrità politica del partito.
Cosicché, ahi me!, non potremo avvalerci delle sue capacità di mediazioni, essendo noi imberbi giovinetti non avvezzi all’arte della politica, punibili per le nostre marachelle con purghe e lassativi e mandati in esilio nello stanzino del sottoscala. La gravità della crisi del nostro paese richiede qualcosa di diverso da queste amenità e la responsabilità che grava sul PD, quello dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani senza lavoro ci obbliga rivolgere i nostri sforzi a rispondere a un vero cambiamento per dare un futuro migliore al paese. Chi è disposto a battersi per questo lo faccia in silenzio e umiltà. Ne potremo trarre vantaggio tutti.
lì 8 aprile 2015
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