intervista rilasciata a Ignazio Mazzoli – Domenico Aversa, 56 anni. Diploma di Perito Meccanico. Lavora presso Caterpillar Fluid Systems multinazionale americana dove è membro della RSU/RLS e delegato sindacale dell’Unione Sindacale di Base (USB). Ha maturato le prime esperienze politiche alla fine degli anni 70 prima nel movimento studentesco e in seguito in Democrazia proletaria. Nel 1983 aderì al Pci e nel 1984 fu uno dei promotori per la lotta in difesa della scala mobile. Nel 1990 promuove la nascita di rifondazione comunista in cui avrà incarichi dirigenziali fino alla segreteria provinciale. Nel 2002 è eletto consigliere comunale e nominato capogruppo di Rifondazione Comunista. Conduce numerose battaglie, fra tutte la difesa di Bosco Faito. Da anni fa parte del coordinamento provinciale acqua pubblica contro la privatizzazione dell’acqua. A Ceccano è il portavoce del Comitato Acqua pubblica, in difesa dei cittadini contro la gestione di Acea e Ato 5 fr. Eè un appassionato di calcio e tra i suoi hobby preferiti c’è la pesca.
Cosa lo ha spinto o convinto a candidarsi? Ci parli della sua lista. E’ una novità
La nostra è una lista che chiaramente si rifà ai movimenti di lotta contro la gestione Acea e in parte con compagne e compagni che si riconoscono nella costruzione di una sinistra di alternativa all’attuale centro/sinistra. Da questo punto di vista ci sembra una lista innovativa , in quanto espressione dalle lotte concrete dei cittadini. Si chiama “Dall’Altro Lazio per Ceccano” una lista che chiaramente si rifà al modello di costruzione della sinistra europea dell’Altra Europa con Tsipras. Il progetto di rinascita di una sinistra vera che riparta dai movimenti, dai comitati di lotta dai bisogni reali e concreti dei cittadini, unitamente al bisogno di rappresentare concretamente la lotta contro la privatizzazione del bene comune per eccellenza come l’acqua, mi hanno convinto a impegnarmi concretamente in questa campagna elettorale.
Come giudica il quadro politico della competizione elettorale?
E chiaro che il quadro politico che viviamo a Ceccano rispecchia fedelmente le difficoltà e il senso di sfiducia dei cittadini verso la politica e verso le istituzioni. A Ceccano queste difficoltà sono amplificate da condotte amministrative fallimentari continue “trasmigrazioni” da uno schieramento all’altro e da una politica autoreferenziale e incapace di rispondere ai bisogni essenziali dei cittadini.
Secondo lei perché si è arrivati al commissariamento del Comune di Ceccano?
Il commissariamento del comune pesa come un macigno sull’operato dell’amministrazione Maliziola. Come Sindaco la Maliziola ha conservato per se 11 deleghe, tra le quali Urbanistica, Cultura, Pubblica Istruzione Personale ecc. In due anni si è registrato un generale arretramento su tutti i servizi: servizi sociali, mensa, trasporto scolastico, attività culturali, per non parlare della posizione ondivaga sulla questione della gestione del servizio Idrico di Acea Ato 5. In termini economici ha raddoppiato l’addizionale comunale IRPEF, aumentato il costo della mensa scolastica, privatizzato il servizio scuolabus aumentandone il costo a carico delle famiglie. Con lei è venuta meno la partecipazione (non teneva conto del parere dei consiglieri e i cittadini aspettavano anche un mese per poter parlare con lei!), è venuta meno la trasparenza (il 90% dei lavori sono stati affidati con determine dirigenziali senza gare di appalto).
Diventare sindaco per fare cosa?
Il nostro progetto, ambizioso e su larga scala ha la “pretesa” della rinascita di una sinistra degna di questo nome che si prefigge come obiettivo l’alternativa al PD e alle sue politiche liberiste. Non stiamo mettendo in campo nella maniera più assoluta un progetto dispersivo né tantomeno che si debba collocare necessariamente ai margini, e di fatto rimanere fuori dalla rappresentanza istituzionale. Non siamo destinati alla sconfitta come in molti teorizzano. Siamo convinti più che mai, che in questa fase di enorme disagio per la sinistra anticapitalista e di alternativa bisogna “osare” e contribuire a far crescere il seme della speranza di un reale cambiamento (gli oltre un milione di elettori che hanno votato l’altra Europa di Tsipras ci indicano che siamo sulla strada giusta!). Sulla eventuale vittoria dello schieramento del CD, e chiaro che non siamo insensibili ha questa eventualità, ma con altrettanta chiarezza vogliamo puntualizzare che secondo noi il centrodestra cosi come il centrosinistra non esistono più! Almeno come gli abbiamo conosciuti negli anni precedenti. Questi due schieramenti ormai sono pressoché “identici” sia nella programmazione politica che nei ruoli politici di singoli personaggi che con disinvoltura cambiano casacca nella maniera più disinvolta possibile. Basta dare uno sguardo alle politiche Nazionali, Provinciali e locali per rendersi conto della perfetta simbiosi di questi due schieramenti.
Le tre cose che vorrebbe fare subito dopo eletto?
Io credo che il primo provvedimento del nuovo sindaco di Ceccano debba essere quello di annullare la delibera di consiglio comunale del 2002. La delibera che di fatto sanciva l’adesione all’Ato 5 e al riconoscimento della convenzione di gestione del servizio idrico con la gestione di Acea Ato 5 s.p.a. Occorre fare una nuova delibera che cacci via Acea dal nostro territorio e sancisca in modo chiaro e univoco che la gestione del servizio idrico debba essere pubblica cosi come stabilito dall’esito del referendum del 2011. L’altro punto riguarda l’emergenza ambientale derivata dall’inquinamento del fiume Sacco che fiume è stato per le generazioni passate una risorsa importante, oggi purtroppo, rappresenta un problema serio derivante dall’enorme inquinamento che sta mettendo a rischio la salute di tanti cittadini. Occorre monitorare sia lo stato di “salute” del fiume e le sue possibili ricadute sulla salute dei cittadini, sia la salute stessa dei cittadini con accertamenti e visite preventive che ne scongiurino malattie serie. Il terzo punto riguarda la sanità e il diritto alla salute; è chiaro che la distanza ravvicinata con Frosinone non ci permette di avere ospedali fotocopie, ma è altrettanto chiaro che una città come Ceccano con un comprensorio importante non possa fare a meno di un pronto soccorso di prima necessità. La struttura ospedaliera di Ceccano costruita e ampliata con i soldi della collettività, non può essere abbandonata a se stessa. Attraverso il coinvolgimento dei medici di base e le loro professionalità si potrebbe creare una sinergia con la Asl per accorciare le liste di attese, ma soprattutto avviare un piano di prevenzione per la riduzione delle patologie in particolare quelle tumorali.
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