afrosinoneèpossibile 350 260

afrosinoneèpossibile 350 260da Armando Mirabella riceviamo e pubblichiamo – In Italia vivono 10 milioni di persone in povertà relativa e 6 in povertà assoluta.
L’Italia Grecia e Bulgaria sono i soli paesi europei in cui non è previsto un sussidio garantito per tutti i maggiorenni privi di reddito che siano alla ricerca di un lavoro. Eppure questa misura è richiesta dall’Europa sin dal 1992 (Raccomandazione 441).
In questo momento 10 milioni di persone percepiscono i famosi 80 euro. Secondo un studio di Chiara Saraceno, dividendo in 5 la società italiana, il 39% dei primi due quinti più ricchi lo percepisce, mentre nel quinto più povero ne ha diritto solo il 12%. Più in generale è vero che:
1) Metà delle persone che lo percepiscono stanno già bene
2) La dimensione lavoristica di questo provvedimento ne esclude i lavoratori autonomi ed i poveri, quelli veri.
Ma siccome i poveri non votano più, ma vota (sempre meno) il ceto medio si è deciso di puntare a sostenerlo. Tuttavia più la povertà aumenta, più le diseguaglianze si ampliano, più le mafie si rafforzano. Anche per questo noi invece abbiamo deciso di parlare di “Poveri” e delle storie che ci sono dietro.
L’idea di “è possibile”, e su cui si sta iniziando a strutturare una proposta di legge ad opera di Civati, Boccia e Fassina, è quella di istituire un sussidio generalizzato di 550 euro mensili per tutti i maggiorenni privi di reddito che partecipano a programmi di inserimento lavorativi, abrogando tutte le altre forme di sussidio, a carico della fiscalità generale, destinati agli stessi soggetti. Una proposta che per il suo impatto sociale e per la ricaduta economica che può avere anche in un territorio come il nostro, con i suoi 100 mila inoccupati, auspichiamo abbia un sostegno ed un contributo, a prescindere dalle aree del PD di riferimento, anche dai parlamentari del Partito Democratico espressi dalla nostra provincia: Nazzareno Pilozzi alla Camera, Francesco Scalia e Maria Spilabotte al Senato. Dove prendere le risorse?
Le coperture sono accessibili, anche senza introdurre nuova tassazione. Intanto dagli 80 euro di chi non ne ha bisogno: oggi la moglie di un parlamentare che insegna in una scuola, per esempio, ha diritto agli 80 euro.
Secondo, ridurre del 50% i contributi a carico delle imprese allo stesso titolo e affidare alla contrattazione la destinazione del restante 50% per prestazioni aggiuntive rispetto al sussidio universale.
Terzo. Revisione della curva delle aliquote (0% fino a 1000, 20% fino a 10mila, 25% fino a 20mila, 30% fino a 28mila, 35% fino a 40mila, 41% fino a 65mila, 45% fino a 150mila, 48% fino a 300mila, 53% oltre 300mila)
Quarto. Trasformando l’esenzione IRAP in strumento selettivo di politica industriale.
Quinto. Aumentare l’imposta di successione
La proposta che presentiamo comprende in ogni caso previsioni articolate e puntuali di coperture per 18,6 miliardi, sufficienti per un Reddito Minimo Garantito di 550 euro mensili per 2.820.000 beneficiari (quasi l’intera platea potenziale censita dall’ISTAT così da coprire fino a una soglia di reddito dignitosa).

Armando Mirabella
Assemblea Nazionale Partito Democratico

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