ceccano palazzo antonelli 350 253

ceccano palazzo antonelli 350 253di Anita Mancini – E’ chiaro che il leit-motiv della campagna elettorale, in questo periodo sono i “fondi europei”, anzi, si è scatenata una vera e propria “caccia ai finanziamenti UE”. Qualche candidato ha già preso il volo per Bruxelles, qualcun altro è già arrivato ad indicare la società che si potrebbe occuparsi di progetti europei (di Latina? ma non si dovrebbe cercare di fare lavorare – finalmente – i professionisti nostrani, prima, visto che ce ne sono tanti e pure preparati, e magari – cosa che ritengo essenziale – conoscono il territorio?).
Per fortuna, “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”, (visto che si parla d’Europa…) prevede che per l’affidamento di incarichi, di “‘importanza strategica” si debbano seguire procedure ben precise in un’ottica di tutela della correttezza, della concorrenza ecc.ecc., ben note ad amministratori che hanno fatto della trasparenza la propria linea d’azione.

Per la mia esperienza (presso l’Agenzia Europea per la Competitività e l’Innovazione a Bruxelles) sono convinta che la vera chiave è una progettualità che deve nascere dal territorio e dalle potenzialità che può esprimere, che abbia una visione di sistema e non particolaristica e che, soprattutto, esprima una visione condivisa da tutti coloro che di questa progettualità devono fare parte: dalla Pubblica Amministrazione, alla Società Civile, alla Ricerca: sono questi gli aspetti più importanti che Ceccano deve saper mettere in campo, per accedere ai fondi europei.
Questa mia “visione” circa le possibilità offerte dai fondi UE è stata pienamente condivisa dal Sindaco Manuela Maliziola, che mi aveva proposto la delega ai fondi ue, prima delle famose “dimissioni” degli undici. L’intenzione era di preparare proposte progettuali direttamente con i cittadini, che avrebbero lavorato in sinergia con l’amministrazione comunale, le eccellenze del territorio, il mondo della scuola e della ricerca, dell’associazionismo, esattamente come previsto dalle misure di Horizon 2020, ad esempio. Ma non solo. La rete di rapporti intessuta dal sindaco Maliziola con gli amministratori provinciali e regionali avrebbe consentito una progettualità di più ampio respiro, che avrebbe avuto una dimensione territoriale consona agli obiettivi posti dall’unione europea: così come è fuorviante pensare di poter avere fondi europei grazie ai buoni uffici dei “politici” amici, è altrettanto sbagliato pensare che un singolo problema comunale possa essere risolto con tali finanziamenti, che sono invece pensati per “aree”, regioni, territori.

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