walterveltroni 350 260

walterveltroni 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Oggi vado a sentire Veltroni…..ma tu dai?? proprio tu…..e rimasi intrappolata ad ascoltarlo, seduta tra una marea di giovani, una platea numerosa, come una brava studentessa ho preso appunti, ah credici avrebbe potuto fare il prof. Sono rimasta seduta, niente sigaretta, quella che si chiama in soccorso quando la noia assale.
Ah, si parla del tempo, non quello atmosferico, quello della nuova dimensione del vivere e del sapere. La location è il salone della Provincia, i giovedì dell’ arte dell’Accademia. Pensieri sparsi su cui aprire riflessioni.
Partiamo dal duplex, un oggetto strano per molti presenti, i due telefoni con la stessa linea telefonica, i telefoni fissi, poi la prolunga, il tg uno solo, i giornali tre edizioni, oggi esiste la velocità della contemporaneità.
Welson non avrebbe mai immaginato che il cellulare avrebbe dato immagini visive. Tutto si consuma velocemente, alzando il tono della notizia con l’ eco. Il veloce che mangia il vento, che bella metafora.
Tra qualche tempo avremo una maschera davanti agli occhi, la solitudine, che già si consuma dentro casa ognuno davanti al suo pc, tante tv ognuno davanti alla sua. Occhio! Walter non ha paura del futuro, ma della bulimia del tempo.Pensa tu il suo i phone scrive “sto arrivando” invece di sa….il suo i phone traduce così..la fretta del tempo, il senso di colpa del ritardo.
Noi andiamo a mille, condannati a sapere un po’ di tutto. Bambini con agende colme di appuntamenti, senza tempo di annoiarsi, perdendo la dimensione del fantastico, noi?? Solo la memoria del computer,siamo carta bianca senza racconti, ah l’archivio di SAN SEPOLCRO meno male pubblica i diari, in un lenzuolo la memoria di una contadina. La memoria va salvaguardata, la vita non può essere solo un selfie., che lezione oggi Walter!

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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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