Ilaria Alpi

Ilaria Alpidi Ivano Alteri – Su questo stesso giornale, nei giorni scorsi è stato pubblicato un articolo di Ignazio Mazzoli, con cui l’autore auspicava con forza l’apertura di una “Vertenza Frusinate”, necessaria a risollevare le sorti, non solo economiche, di questa Terra di Ciociaria e di Lavoro. Condividiamo con lui la necessità che tale vertenza inizi col porre radicalmente il tema cruciale dell’informazione, in quanto dirimente per affrontare democraticamente ed efficacemente l’intera questione. Esso, infatti, in questo particolare momento storico, assume un’importanza fondamentale ai fini della vita associata presente e futura.

L’assunto di partenza è la totale inadeguatezza dell’informazione riguardo la realtà materiale del Paese e dei suoi territori. Il lavoro e i lavoratori, le loro condizioni e le loro battaglie, la realtà materiale del “99%” della popolazione, sono sepolti sotto tonnellate di chiacchiere, tutte tese a dimostrare l’inevitabilità che l’altro “1%” opprima tutti, come fosse un fenomeno “naturale”. Questo vale in generale, a livello nazionale, ma anche in particolare, a livello locale. Fatte pochissime, lodevoli, eccezioni, l’informazione tutta è ben lungi dal rappresentare adeguatamente la realtà che ci circonda. Trovandosi nelle mani di quell’un per cento, essa diviene strumento di censura, occultamento, mistificazione, privando i cittadini di quegli elementi necessari al formarsi di un’autonoma opinione. Non è un caso che quando si parla di lavoro ci si limiti a porre la mera questione dell’occupazione; non quella del lavoro nella sua complessità, come fonte di vita e di emersione della natura umana individuale (Costituzione docet), bensì di occupazione purchessia. E allora si arriva a considerare “normale” che ad un evento come l’Expo di Milano siano occupate ventimila persone, di cui DICIOTTOMILA GRATIS. Il lavoro gratis, per definizione, è quello degli schiavi; ma in un paese dall’informazione tutta accaparrata da una parte, diviene flessibilità e modernità.

Ma, se questa è l’informazione, è evidente che la lotta politica democratica diviene impossibile (!) per coloro che volessero sostenere invece l’interesse di quel novantanove per cento, cioè l’interesse generale. Ed è qui che la questione della corretta informazione appare in tutta la sua urgenza e gravità: se si vuole che la lotta politica resti nell’ambito della dialettica democratica, nel Frusinate, in Italia e nel mondo, è indispensabile ripristinare la corretta informazione; se questo invece non avverrà, quel novantanove per cento si troverà prima o poi a scegliere tra due sole opzioni: 1) soccombere all’oppressore; 2) rinunciare agli strumenti democratici, per combattere comunque la sua battaglia di libertà. Forse è il caso di ricordare che già in un passato relativamente recente gli italiani e gli europei si sono trovati a dover sacrificare milioni di vite umane, per il ripristino della libertà. Di fronte al fascismo esplicito di ieri, una generazione di valorosi ha dovuto sacrificarsi per i posteri, resistendo ai tentativi di oppressione e vincendo la battaglia per la democrazia; perché quella parte dovrebbe rinunciare a combattere, di fronte al fascismo strisciante di oggi?

A ben vedere, dunque, la “Vertenza Frusinate” auspicata da Mazzoli, non può che partire dalla questione dell’informazione, essendo l’autonomia dei giornalisti e dei giornali indispensabile a garantire non solo genericamente la democrazia, ma la stessa convivenza civile: essa può infatti restituire la possibilità di lotta democratica a quella parte a cui oggi è preclusa, e che non è disposta a soccombere senza combattere; in un modo o nell’altro.

Frosinone 1° marzo 2015

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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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