di Alessia Lambazzi – Il piazzale antistante la prefettura di Frosinone si è fatto cornice di una protesta. Venerdì 27 febbraio, a partire dalle ore 9.00, si è svolto il sit-in contro Acea, nel quale i sindacati, con l’adesione della Lega dei Consumatori, hanno cercato di contrastare le richieste di Ato 5, ormai difficilmente sostenibili, durante una riunione con il Prefetto.
Bollette in spropositato aumento, mancate spiegazioni, necessità di impugnare cause con l’impossibilità di sostenerle. Questi i problemi che i consumatori si trovano a dover fronteggiare, che li hanno spinti a partecipare all’iniziativa, arrabbiati certamente, ma non ancora arresi. D’altronde la ribellione porta con sé la voglia di essere ascoltati, di assistere ad un cambiamento e quindi la numerosa presenza dei cittadini non indica solo rabbia, ma speranza.
Al termine della riunione, CGIL, CISL, UIL, le Associazioni dei Consumatori e la Presidente Provinciale della Lega dei Consumatori, hanno individuato un problema sicuramente sociale e allo stesso tempo puramente giuridico, riferendo il forte interessamento da parte del prefetto, che si impegnerà a quanto sembra, ad agire su qualsiasi fronte gli competa. I cittadini dal canto loro, hanno manifestato più volte la necessità della presenza delle istituzioni, di un punto d’appoggio che non li faccia sentire soli nel combattere le proprie battaglie.
Ma il punto focale resta uno. E’ giusto dover urlare per far sentire la propria voce quando si parla di diritti ai beni comuni, che andrebbero non soltanto rispettati ma anche dovuti?
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