di Eleonora Di Folco* – Uno degli scopi principali dello spostamento delle opere d’arte è l’importanza di far conoscere al pubblico il mondo artistico. Tuttavia, ancora oggi il problema dello spostamento delle grandi opere d’arte è molto discusso, non solo per i pericolosi danni che potrebbe provocare il trasferimento, ma soprattutto per i danni che verrebbero provocati al patrimonio artistico e culturale. È chiaro che un’opera d’arte va rispettata per quello che è ; soprattutto se il contesto intorno fa parte di essa. Io personalmente sostengo che il patrimonio culturale rappresenti una straordinaria risorsa in grado di fornire un contributo importante per la crescita dell’economia locale. Penso anche che in primo luogo si dovrebbe aver cura di queste opere tutelandole nel loro “viaggio artistico” soprattutto per l’anima fragilissima delle tele pittoriche, che probabilmente non dovrebbero viaggiare per nessun motivo, e sculture in marmo che sono più fragili del vetro. Odio gli artisti che permettono il trasferimento dei loro figli di tela e di marmo, soprattutto se il viaggio è verso l’estero.
Vogliamo davvero portare all’estero un’immagine positiva del nostro Paese privandocene? Se così fosse, cosa rimane a noi di bello e significativo? Organizziamo mostre di artisti italiani, finalizziamo film di grandi registi che raccontino l’Italia di oggi. Insomma, qualcosa che fotografi un’Italia che ha la vittoria delle proprie mani, che è costretta a “spogliarsi” dei propri beni per mostrarli al mondo, ma il vero mondo è la città da dove la magia ha avuto inizio.
Il patrimonio artistico dell’ Italia è diffuso e fuso nell’ambiente, di conseguenza dovrebbe essere tutelato, conosciuto e soprattutto apprezzato ma in realtà, viene lasciato quasi tutto al caso. In altre parole, in Italia stanno distruggendo lentamente, e senza rendersene conto la maggior parte delle volte, tutti i monumenti e, per quanto mi riguarda, occorre cambiare la rotta. Un’altra cosa che non sopporto è lo sfruttamento delle opere d’arte. Perché pagare un museo quando la cultura e l’arte dovrebbero essere il pane per i nostri denti, abc della vita? Perché non investire sulla cultura? A nessuno interessa. “Con l’arte non si mangia” potrebbe essere una delle risposte, ma personalmente l’arte mi prende a tal punto di non mangiare perché poi mi sazia lei stessa. Con l’arte si mangia, si viaggia, si sogna, ma soprattutto si ama e non vedo perché le persone debbano privarsi di tutto ciò.
*4B Liceo artistico A.G.Bragaglia
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