di Nadeia de Gasperis – Fai dieci passi indietro, senza passare dal foglio di via. Il nostro paese ha deciso che sia più facile non accogliere piuttosto che respingere. Questo è il processo retrogrado del moto di rivoluzione del bel paese, che inventa nuove strategie per risparmiare sulla vita degli ALTRI.
29 migranti muoiono assiderati, ma non è la calamità naturale a uccidere, piuttosto il congelamento di alcune pratiche che avrebbero reso possibile il salvataggio della vita di questi uomini, che alla deriva nelle acque libiche sono stati soccorsi nel canale di Sicilia dalla Guardia Costiera con gommoni e motovedette, piuttosto che con navi militari. Le condizioni proibitive del mare, forza 8, con onde alte anche fino a nove metri , hanno reso particolarmente difficile il salvataggio, rallentando il rientro a Lampedusa.
Così siamo tornati a prima di “Mare Nostrum”, l’operazione avviata dal governo il 18 ottobre 2013 e che è terminata il 1 novembre (mai giorno fu più azzeccato), sostituita dall’operazione “Triton” l’iniziativa di controllo alla quale partecipano 20 Paesi europei.
Una nuova missione decisamente più contenuta in termini di costi e mezzi impiegati, ma che è stata finanziata dall’Unione europea con 2,9 milioni di euro al mese per tutto il 2014: parliamo di circa due terzi in meno rispetto ai fondi destinati a Mare Nostrum, che ammontavano a 9,5 milioni.
Nel nostro paese, che una p maiuscola se la deve riconquistare a colpi di maiuscole gesta, si celebra un lutto cittadino per un paradosso che ha vista respinta l’accoglienza con l’atto più crudele ed estremo. Si celebra un lutto come si festeggiasse l’epifania di una attesa, nel giorno in cui la speranza viene sacrificata alla ferocia.
Ancora una volta hanno spezzato le reni a un sogno di salvezza, a colpi di frusta, pochi passi prima che trovasse approdo. Un sogno all’ultimo stadio, perchè i sogni compiono viaggi all’inverso, maturano prima di venire alla luce con un vagito di riscatto, sulla terra che li partorisce, dandoli alla vita una seconda volta.
Esistenze, resistenze, squalificate proprio a un passo dal traguardo, che le avrebbe viste qualificarsi a una seconda possibilità, che avrebbe gioito per l’assegnazione di un qualsiasi posto al mondo, purchè lontano da quello che assiste alla morte e alla devastazione. Vite aggrappate alla speranza nella nostra terra da averne già un po’ sotto le unghie, mentre noi ce ne sporchiamo ancora una volta le mani, rifiutandole.
Ogni volta che si consuma un atto tanto atroce a danno di un solo uomo, ogni volta che si consumi un atto tanto atroce per opera di un solo uomo, si consuma un pezzo di quella miccia che vedrà l’implosione di questo paese a buco nero del mondo.
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