
di Ivano Alteri – Sabato 14 pomeriggio, si terrà a Roma un’importante manifestazione organizzata dai firmatari dell’appello “Cambia la Grecia, cambia l’Europa”, allo scopo di sostenere la battaglia che i greci stanno combattendo contro l’Europa affamapopoli, e a favore di un’Europa dei popoli. Riteniamo che la Sinistra italiana, quindi anche ciociara, debba e possa dare il suo sostegno.
I popoli mediterranei, in particolare, sono nel mirino degli squali della finanza internazionale, non solo per l’attuale debolezza delle loro economie, ma soprattutto per le loro costituzioni. Esse sono nate, come in Italia, da una lotta di liberazione dai fascismi che è costata lacrime e sangue a milioni di persone. Esse sono state benedette dai sudori e dai dolori delle Resistenze popolari agli attacchi del braccio violento del capitale. Esse contengono i fertilissimi semi di civiltà che quelle persone hanno concepito col loro sacrificio. Esse rappresentano il futuro di libertà per noi e i nostri posteri. Tuttavia, esse sono d’ostacolo ai feroci intendimenti del capitale internazionale, che intende ammassare tutti noi in un immenso allevamento di bestiame umano, da cui attingere per produrre, in silenzio e con la catena al collo, ricchezza da accaparrare a sé.
I greci, che sono i creatori della democrazia, sono ora in lotta strenua contro quel fascismo mascherato da austerità, che sta schiacciando popoli interi sotto il peso di un potere illegittimo. Siamo convinti che fra non troppi decenni, quelle persone che oggi si stanno macchiando di tali misfatti saranno processate davanti al tribunale di una nuova Norimberga, per crimini contro l’umanità. Nel frattempo, però, dovremmo fare del nostro meglio per impedirli, quei crimini.
Ci aspettiamo un energico risveglio del popolo, delle organizzazioni e dei partiti di sinistra e di centro sinistra, in questo momento particolarmente delicato per le grandi masse popolari. Temiamo che se non riuscissimo a fermare ora quei tentativi di sottomissione, domani sarebbe possibile farlo solo con nuovi e dolorosissimi sacrifici umani. Per adesso, si tratta solo di far capire che siamo in tanti e non intendiamo desistere. Scendendo di nuovo in piazza.
Frosinone 7 febbraio 2014
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