annamariabellisario

annamariabellisariodi Nadeia De Gasperis – Chiedo a mia madre quali fossero i rapporti con la polizia, ai suoi tempi, da attivista politica, s’intende.
Mamma dice “mi pare che una volta m’ha salutato il questore”, poi aggiunge “ah, no, era in commissariato, erano venuti a prendermi con la volante davanti scuola”.
Racconta, ià (ià, vocativo del verbo “andare al punto della questione”, o, in questo caso, della questura)
C’era la manifestazione degli studenti, nella quale confluivano i manifestanti della Fiat, della ex tomassi e il corteo che manifestava per la regionalizzazione dei trasporti, ai tempi ancora privatizzati. Dunque era un corteo provinciale, locale, regionale, piuttosto corposo, e si teneva a Sora. Arriva una volante. Si fa largo intorno., racconta. Chiedono informazioni alla folla, che si apre come il mar rosso. Poi “mosè agitò il manganello” e e il mare di gente ritornò normale.
” È lei Anna Maria Bellisario?”
“si sono io”… l’audacia della gioventù non cede ai tentennamenti identitari.
“ci deve seguire in commissariato”
“Che cosa ho fatto?” replica lei, che già me la immagino, come quando “impunta” e ci viene voglia di prenderci per i capelli.
“Glielo dirà il questore, una volta raggiunto il commissariato”
Mia madre entra nella volante e al volo volante, la sua amica fa per salire con lei. Il poliziotto la rigetta indietro con la potenza del cipiglio “tenevaiconlebuoneodevotirarefuorilapistola”
Una volta in commissariato il questore temporeggia, come kojack prima di finire il lecca lecca, mentre il poliziotto che l’ha scortata, guarda fuori dalla finestra e scuote la testa. Il vociare che mia madre sente, lo attribuisce al ruomore della tensione che ti gracida in testa.
“è stata lei a indire la manifestazione?”
“sì, sono stata io”, secca, come il suo palato.
Silenzio, pausa, attesa, movenze che si danno un tono graduato (lui), deglutire, deglutire (lei), poi avanza un foglio… “manca una firma”
Uscita dal portone del commissariato, come in una scena dei cento passi, o in un film con Nino Nanfredi, non so, centinaia di persone, la folla la acclama,”eccola, l’hanno liberata”
“ogggesù, ma che siete venuti a fare?”
Cronache dal dopostoria: quando avrei potuto nascere già picchiata.
Auguri mamma Pasionaria.

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Di Nadeia De Gasperis

Nadeia De Gasperis, nata a Sora (Fr) il 10 agosto del 1977. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Sora, nel 1996, si iscrive alla facoltà di Scienze Ambientali presso l'Università degli studi dell'Aquila, dove lavora come borsista, presso la biblioteca della Facoltà di Scienze. Dopo gli studi, collabora come docente nel campo della formazione destinata ai professionisti. Dal 2009 inizia la collaborazione con la rivista di fotografia documentaristica Rearviewmirror, un magazine di reportage documentaristico edito da Postcart, dove collabora alla cura dei testi e dell'archivio. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Rearviewmirror

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