di Danilo Collepardi – Si sta svolgendo in Europa una battaglia titanica tra chi vuole mantenere una politica economica restrittiva con un rigido controllo dei conti pubblici, perché considera il risanamento di questi la priorità delle priorità, e chi, al contrario, vuole impostare una politica economica espansiva che permetta di superare la crisi economica e sanare i conti attraverso l’aumento della produzione e dell’occupazione. Paladina del primo schieramento è indubbiamente la Germania con il suo ringhioso cane da guardia: il governatore della Bundesbank; capofila degli altri Paesi è,sicuramente, l’Italia con il suo caparbio primo ministro ( Renzi, checché se ne dica, è riuscito ad assumere questa leadership ). Bisogna riconoscere che alcuni risultati positivi Renzi sia riuscito a strapparli. Il piano della BCE di immettere sul mercato 1.200 mld di euro fino a far uscire l’Europa dalla deflazione è figlio di un clima politico favorevole che si è riusciti a creare tra i partners . Ma anche le somme messe a disposizione dalla Commissione per lo sviluppo e la dilatazione dei tempi per il rientro ai Paesi indebitati, sono azioni che vanno tutte nel senso di una politica economica più espansiva. Non si tratta di una quantità di fondi straordinariamente grande (ce ne vorrebbero molti di più) ma è importante aver invertito la tendenza. Renzi si è saputo muovere, ha trattato, ha mediato ma, alla fine, ci è riuscito. Lo riconoscono tutti in Europa a cominciare da Tsipras e dalla sinistra europea che vedono in lui un punto di riferimento obbligato. Tutti ad eccezione di una parte della sinistra italiana e di una parte della stampa, così detta, indipendente che ha riferito della cosa a mezza bocca e con grandi contorcimenti di budella. I Vendola,i Civati, i vari campioni della sinistra (?) del PD, per non parlare dei 5Stelle, come se niente fosse hanno continuato a discutere di altro, dei fatti interni al PD o del patto del nazzareno. Insomma argomenti da bar dello sport. Tsipras è bravo e fortunato perché ha alle spalle un partito compatto, serio e ha anche avvertito: chi non è d’accordo si può pure accomodare fuori. Ha fatto l’accordo politico di maggioranza con un partito di destra estrema, senza ascoltare nessuno, rapidamente con decisione. E ha fatto bene,sapeva di dover rassicurare la parte più conservatrice del popolo greco, ed in particolare l’esercito e la polizia. Si è comportato da statista che ha intenzione di governalo il proprio Paese, non di fare chiacchiere e propaganda. Immaginate voi se avesse dovuto discuterne con la sinistra sparsa italiana, dove ogni compagno è un partito a se stante e tutti pretendono di avere la verità in tasca. Starebbe ancora lì a discutere in un” confronto democratico” senza fine e senza senso, mentre il proprio Paese andrebbe, letteralmente, allo sfascio totale. Tsipras si è trovato nelle stesse condizioni in cui si sono venuti a trovare Renzi e, prima di lui, Bersani. Dopo il rifiuto dei 5stelle sono stati obbligati a fare un accordo con un altro partito, in questo caso di centro, altro non c’era, e un accordo, solo istituzionale e non politico, per le riforme con un altro partito di centro-destra. Anche perché se si vogliono fare veramente le riforme e non solo parlarne, come si è fatto negli ultimi venti anni, occorre avere in Parlamento una massa di voti capace di superare i franchi tiratori , i malpancisti, le belle anime e gli infiniti casi di coscienza del PD, e la pazienza, veramente certosina, di dover discutere ogni volta con i suoi capicorrente che sono circa un terzo dei parlamentari democrat (un centinaio, perciò). Auguri e buon lavoro a Tsipras.
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie
Frosinone 27/1/2015