di Alessandro Redirossi* – Il segretario del Pd spiega la nuova organizzazione, critica le scelte su Viadotto e Stadio, delinea le sfide su sanità, acqua e servizi pubblici.
«Il problema vero di questa città è che deve fare un salto di qualità,riacquistare dignità e orgoglio, ma non in maniera “campanilistica”. Dobbiamo dare la sensazione di poter essere degli interlocutori importanti: solo così le scelte compiute sul nostro territorio verranno condivise e non imposte. Riportiamo Frosinone al centro, sprovincializzandoci. Per questo nella seconda metà di febbraio verranno qui a Frosinone come nostri ospiti in una giornata di lavoro i segretari cittadini del Pd di Viterbo, Rieti, Latina e il presidente del Pd di Roma per inquadrare le problematiche in quell’ottica regionale che ci compete». Questo il verso che il segretario cittadino del Pd di Frosinone Norberto Venturi vuole dare alle attività del circolo cittadino.
Con lui abbiamo trattato le scelte in tema di organizzazione del Pd di Frosinone, per passare alle problematiche amministrative più stringenti fino a toccare temi come lavoro, sanità e acqua.
Partiamo dalla nuova organizzazione del circolo del Pd frusinate con due segreterie, quella tecnica e quella politica. In quella tecnica ci sono anche i civatiani, che hanno specificato che non sarebbero entrati in una segreteria “politica”. Come risponde?
Intanto voglio rassicurare tutti: ho detto che si tratta di una segreteria “tecnica”. Piuttosto che racchiudersi nella discussione su formalità ed etichette diciamo che vogliamo un partito aperto, disposto verso la più larga partecipazione in primis degli iscritti, delle persone che hanno sempre avuto una collocazione ideale in quest’area e in generale dei cittadini, per elaborare temi e proposte. La parte puramente formale e burocratica vorrei che non venisse presa come misura della capacità del partito di andare avanti : dobbiamo misurarci sulla reale capacità di incidere, di portare avanti dei temi. Le idealità su cui possiamo contare sono un patrimonio e vanno premiate. Ecco perché ci sarà anche una segreteria tecnica. La segreteria “politica” già esiste: abbiamo i vicesegretari e il direttivo.
Come funzionerà l’organizzazione del circolo con i gruppi di lavoro?
Si chiameranno “commissioni di lavoro” ma a noi interessa la sostanza più che il nome. In queste commissioni ci sarà un coordinatore e un accesso aperto al contributo sia di iscritti che di non iscritti: sarà un laboratorio aperto su temi importanti e su “macroaree”, differenti dai temi che riguardano gli incarichi di segreteria tecnica. La segreteria tecnica farà riferimento al segretario su delle tematiche specifiche, le commissioni di lavoro produrranno proposte che non andranno al vaglio della segreteria tecnica ma del direttivo. Tra gli altri tratteranno i temi ambientali, l’urbanistica, il lavoro e il territorio, credo ce ne sarà anche una sulla Multiservizi.
A proposito di temi, ultimamente vi siete concentrati sull’attualità amministrativa e in particolare sulla questione del Viadotto e dello stadio al Casaleno. Quali sono in sintesi le posizioni del Pd?
Non vogliamo che la ricostruzione del Viadotto sia un’arma di opposizione preconcetta a Ottaviani. Ci interessa che si dia una soluzione al problema, non è uno strumento di lotta politica. Il ponte Bailey? Non la vediamo una soluzione ottimale, preferiremmo che l’iter proposto dalla Regione fosse seguito e accelerato, anche dietro impulso nostro e dei nostri rappresentanti in Regione e che si dia una soluzione più confacente al problema. Il Bailey è una soluzione “appiccicaticcia”, inadeguata. Probabilmente è più sostenuta dal centrodestra per dare a tutti i costi l’immagine di chi “fa qualcosa”. Sull’operazione stadio al Casaleno, invece, qualcuno vorrebbe strumentalizzare le nostre posizioni: chi dice che il Pd è contro il nuovo stadio di calcio dice una sciocchezza enorme. Noi rispettiamo una realtà imprenditoriale che si chiama Frosinone Calcio, che va apprezzata per le dimostrazioni di efficienza ed efficacia: dobbiamo colloquiare con realtà del genere. Per lo stadio proponiamo un percorso molto più veloce e molto più praticabile di quello che propone l’amministrazione Ottaviani: esiste una struttura, il Casaleno, ed esiste una realtà imprenditoriale importante come il Frosinone Calcio. Affidiamoci alla sua iniziativa, credo che possa portare un contributo più ampio per la città, i giovani e lo sport. Quei 6-7 milioni di euro il Comune dovrebbe invece destinarli a quelle che sono le necessità prioritarie della città. Le cose che noi diciamo le diceva anche Ottaviani nel suo programma elettorale: parco nell’area Matusa e l’affidamento del Casaleno ai privati. Lui ha cambiato idea evidentemente.
A proposito di amministrazione, uno dei temi centrali in questo momento è la gestione dei servizi pubblici. Gli ex Multiservizi in tenda da 291 giorni hanno sottolineato giovedì che solo una gestione pubblica dei servizi comunali può garantire la dignità dei lavoratori e la legalità, sulla scorta di quanto emerso nelle inchieste romane sul sistema delle cooperative. Come vi ponete voi?
Siamo perfettamente d’accordo, è la nostra stessa idea. Su questo tema delle esternalizzazioni l’amministrazione Ottaviani è andata dritta come un treno. Anche noi in passato abbiamo fatto degli errori e cercheremo di non farne più. La gestione pubblica dei servizi è l’unico modo per recuperare una situazione che vede questi dipendenti veramente allo stremo e dare quelle garanzie per cui sia possibile interfacciarsi con delle figure affidabili. Ciò avviene solo tramite uno stretto controllo e un rapporto con il pubblico.
Al di là dell’attualità amministrativa, come si schiera il segretario Venturi sui grandi temi? Partiamo dall’acqua e dalle bollette di Acea…
Rispetto a quello che avrebbe dovuto essere il rapporto con Acea, mi sembra che si sia saltato tutto quel capitolo che prevedeva per la città di Frosinone una serie di interventi sulla rete esistente per ridurre le perdite. Questa amministrazione non ha fatto abbastanza sulla questione del servizio idrico. Noi iniziammo con una commissione speciale, in cui non si escludeva nemmeno la possibilità di uscire dall’Ato. Poi si posero problematiche amministrative e legali. La situazione attuale va totalmente rivista, ascoltando i cittadini, che non hanno interlocutori.
E sulla sanità? Darete “battaglia” per il Dea di II livello?
Uno dei grandi errori è che non ci sono idee chiare nemmeno fra chi si oppone all’attuale situazione della Sanità. Il Dea di II livello concettualmente è una grande battaglia. Da conoscitore di questi problemi io dico che prima ancora del Dea di II livello abbiamo bisogno di una “sanità normale”. Il Dea di II livello è come il tetto in una casa, noi dobbiamo ancora costruire le pareti. Abbiamo la necessità di capire il ruolo della Sanità di questo territorio , viviamo da anni una chiara subalternità a Roma e non è possibile che questa terra per l’80% delle patologie, quelle più frequenti e incidenti sul territorio, non sia autosufficiente. L’atto aziendale fa una fotografia della situazione odierna che sicuramente ci vede in difficoltà ed è sicuramente migliorabile. C’è un tentativo di razionalizzazione da parte della Mastrobuono, il timore è che in qualche modo ci possa essere un’ulteriore decurtazione di servizi. La priorità è che l’ospedale di Frosinone diventi un punto di riferimento per le patologie più ricorrenti. Dovremmo concentrarci prima di tutto su questo.
«Parteciperò alle primarie per il candidato sindaco. Nessun lavoro sottobanco per far cadere Ottaviani». Dalle parole di Venturi emerge una bocciatura senza tanti appelli per l’amministrazione Ottaviani. E di fronte all’ipotesi di una conclusione anticipata del mandato del sindaco, per Venturi il Pd si farebbe trovare pronto. Anche lui, per le primarie.
A proposito dell’amministrazione Ottaviani, cosa ne pensa della “staffetta” fra assessori?
È una soluzione che si valuta da sé: assegnare un incarico con scadenze ogni 5 mesi significa non assegnarlo a nessuno di fatto. Forse da parte del sindaco si sottovaluta l’aspetto amministrativo e la responsabilità politica, per accentrare magari tutto su di sè. Così gli assessori diventano delle figure marginali. Il fatto che il sindaco tenga per sé una delega importante come l’urbanistica la dice lunga. Anche per il cittadino mancano degli interlocutori poltici: si dia un calendario a tutti i frusinati per capire quando e con chi parlare.
Nella staffetta di Ottaviani è entrata però anche Rossella Testa, dal direttivo Pd…
Non ne voglio nemmeno parlare, è una questione meramente personale. È una questione insignificante.
Pare che la seconda convocazione diventerà la norma per il Consiglio comunale per il resto del mandato di Ottaviani. Che ne pensa?
È un ulteriore segnale di debolezza e difficoltà nel mettere insieme una maggioranza. Anche nelle passate amministrazioni è capitato di ricorrere alla seconda convocazione: ma era l’eccezione, non la regola.
Nel caso in cui si presentasse l’occasione sareste pronti a dare il colpo di grazia all’amministrazione Ottaviani prima della scadenza del mandato?
Ci sono delle cose che accadono in maniera fisiologica. Il tempo che impieghiamo per fare commissioni, iniziative e proposte per promuovere e far crescere la città lo potremmo impiegare in una guerra politica sottobanco per tirare qualcuno che sta con Ottaviani dalla nostra e fare qualche promessa come contropartira. Non è questo, però, il nostro schema. Come partito più importante della città noi siamo pronti nel caso in cui l’amministrazione dovesse cadere e abbiamo un entusiasmo mai registrato. Nell’attuale sede non entriamo nemmeno più e avremo una sede del circolo al centro storico aperta e viva tutti i giorni.
Il Pd dunque si prepara. Ma Venturi in quel caso sarebbe interessato a candidarsi come sindaco?
Posso dire con certezza che si faranno le primarie, lo abbiamo sempre detto. Nell’ambito delle primarie io parteciperò.
*da L’Inchiesta quotidiano di sabato 24 Gennaio 2015ù
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