di Nadeia De Gasperis – Si dice che le persone con un grande cuore, inclini a prodigarsi per gli altri, siano le più esposte al disincanto della ingratitudine.
Si dice che le persone che fanno del proprio genio e della propria passione, stile e ragione di vita, siano misantrope e sole.
Il professor Eugenio Maria Beranger sfatava qualsiasi luogo comune, mentre dei comuni luoghi, quelli della nostra quotidianità, che percorriamo ogni giorno senza la necessaria curiosità e consapevolezza, rendeva una visone nuova, impreziosita dei dettagli di storia, di tradizione e umane vicissitudini, che un popolo senza, non avrebbe ragione di essere.
Ho avuto l’onore di averlo come guida d’eccezione e sono stata inondata da un fiume di sapienza che incrociava spesso nel suo percorso di studio e ricerca, affluenti di vita, lui, immissario delle nostre lacune.
Di quelle vite così dedite allo studio e agli esseri umani, che non impiegare nel migliore modo possibile anche gli scampoli del proprio tempo, sembra di rubarli alla vita.
Ricordo commossa la prima volta che l’ho conosciuto. Mi ha stretto la mano per cinque interminabili minuti, lunghi non di imbarazzo, ma quanto basta per essere percorsa e persuasa della sua profonda attitudine al sentire umano, come se dalla sua mano alla mia scorresse la storia di filantropia della gente della nostra terra “ho conosciuto tutti e ora sono arrivato fino a te”, per un percorso improvvisato, delle persone che sembrano vivere alla giornata, invero, capolavori dei disegni puntuali, che partendo dalla terra alla terra ritornano.
É stato uno dei più grandi studiosi del nostro territorio, oltre l’inestimabile mole di studi cui hanno condotto le sue ricerche sul territorio nazionale, mai lesinando tempo e dedizione agli altri, alla passione degli altri. E dove la passione e la ricerca raggiungono l’apice della loro dignità, quando divengono condivisione, làsciti di eredità, di chi presta il proprio genio e la propira preparazione alla curiosità degli altri, non vi è dubbio che siamo al cospetto delle persone di grandissima cultura ma soprattutto di altissima levatura morale, di profonda umanità. Basterà interrogare, non tanto un qualsiasi motore di ricerca, piuttosto una qualsiasi persona che abbia incrociato il suo percorso personale, professionale, per avere una idea dell’infinito patrimonio culturarle e umano che ereditiamo da questo uomo. Io, dal canto mio, desideravo lasciare la mia piccola testimonianza, la fortuna di averlo conosciuto per pochi giorni e poterne parlare attraverso secoli di storia.
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