Provincia Fr 350

Provincia Fr 350di Ermisio Mazzocchi*Cosa fare? Cosa deve fare il PD? La più grande forza politica del paese e della sinistra europea.
Guardiamo a questa provincia, a questo territorio di circa 500.000 abitanti con 91 comuni. E’ una provincia inchiodata al suo impoverimento, a un declino della sua qualità di vita. Tutti i dati statistici e quelli ultimi pubblicati di recente da Italia oggi con una indagine coordinata da Alessandro Poli del Dipartimento di Scienze sociali e economiche dell’Università La Sapienza, confermano l’immobilità e in alcuni casi l’arretramento delle condizioni socio-economiche dell’intero territorio provinciale.
Siamo al 77º posto su 110 province nella classifica generale e in alcuni casi specifici come quello dell’ambiente al 105º e quello di affari e lavoro (produzione e occupazione) siamo all’81º. La crisi economica e i fondi a disposizione delle amministrazioni locali si fa sentire, relegando la provincia nella fascia della qualità della vita in quella di scarsa e insufficiente. I processi di deindustrializzazione e i problemi strutturali irrisolti stanno determinando un perdurante peggioramento della qualità della vita nella provincia come in molte realtà del centro-sud del paese.

Una condizione che richiede un cambio di inversione rapida e decisa, la cui responsabilità ricade esclusivamente su quelle forze politiche che si sono assunte l’impegno a dare all’intero paese un prospettiva di ripresa e di miglioramento.
Il PD è allo stato attuale, forte del consenso elettorale nelle europee del 2014, la forza politica che deve guidare il paese e per quanto ci riguarda questo territorio, a uscire dalla pesante contrazione e difficoltà economia e sociale. Il governo di Renzi e quello regionale di Zingaretti rimangono pur presentando aspetti di criticità, vedi Jobs Act e Sanità, i punti fermi di riferimento per individuare strade idonee a portare interventi di rilancio e di rinnovamento di tutto l’assetto produttivo e di qualificazione dei servizi sociali. Al PD provinciale spetta il compito di presentare la sua proposta e incalzare le Istituzioni finalizzate a comporre un nuovo sviluppo della provincia in un ambito regionale. Non sarà facile né sono pensabili azioni estemporanee e improvvisate.

A un modello di sviluppo imperniato sulla industrializzazione, (le infrastrutture sono state tutte realizzate nel passato per favorire questo e solo questo tipo di sviluppo) che oggi presenta note difficoltà e lo stesso Accordo di Programma stenta a decollare, si deve sostituire un diverso e moderno modello di rinascita dell’economia provinciale e modificare radicalmente l’impianto produttivo con interventi che ridisegnano tutto la rete dei servizi (la super strada Formia – Cassino è da ampliare e mettere in sicurezza, come è da completare quella dei Monti Lepini, sino ad arrivare, certamente non per ultimo, alla riqualificazione dei centri storici delle diverse città della provincia con tutto ciò che consegue per la scuola e i trasporti).
Questo richiederebbe un PD proteso a elaborare con una inusuale azione di coinvolgimento del “popolo”, la sua idea, la sua “ricetta” senza preclusioni e presunzione, ma ricca di contenuti credibili e fattibili. Il PD ha il dovere politico, morale, etico categorico di assolvere a questa funzione democratica e civile.

Non ci sono altre strade. L’altra sarebbe quella di continuare a suicidarsi con stillicidi tra fazioni nel buio di qualche luogo chiuso e riservato agli “intimi”. Su quella piattaforma politica-programmatica poggia tutto il futuro del PD. Alle parole di Sara Battisti: “credo che se tutti ritengono il partito una comunità che si riconosce in un progetto politico al quale aderiscono per convinzione, questa comunità dovrebbe essere alimentata dalla partecipazione e dal dibattito”, aggiungerei che abbiamo bisogno di rinnovare, se non innovare, tutti i gruppi dirigenti e orientare le diverse sensibilità del partito a misurarsi con la crudezza delle scelte politiche e amministrative superando logiche personali che hanno in passato soffocato la vitalità di un partito. Dal frastuono correntizio si esce con una forte scossa politica e morale, che include il rispetto per le differenze e non la prevaricazione, il rigore di appartenenza e non la indifferenza del “rompete le righe”.
La caduta verticale della qualità della vita e la tenaglia della crisi economica obbliga il PD, sgombrando il campo dalle macerie prodotte dalle diatribe e dal protagonismo del passato, a riscoprire una missione su la quale ricostruire un nuovo edificio della società provinciale e per estensione a quella italiana. Congresso o commissariamento, accordi o convergenze, tessere di ieri, di oggi, di domani non hanno nessun valore né scuotono le coscienze, né chiamano a raccolta, né spronano alla militanza e al voto se non esaltiamo, qualunque sia la scelta, il valore di una politica con quei contenuti e con quegli obiettivi.
Una opportunità irrepetibile per un partito che dovrebbe essere moderno, progressista, democratico, di sinistra. Questo è l’augurio che mi sento di fare per il Nuovo Anno a tutti gli iscritti e ai cittadini di questa provincia.
*della Direzione Provinciale PD
Frosinone 31 dicembre 2014

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Di Ermisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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