BoccadellaVerità 350-260

BoccadellaVerità 350-260di Ignazio Mazzoli – L’uragano che investe Roma capitale, forse anche del malaffare, segue l’incredibile risultato elettorale di due domeniche addietro dove in Emilia-Romagna, la regione politicamente più evoluta d’Italia, l’astensionismo è arrivato al 62%.
Due fatti, due avvenimenti forse distanti, che si manifestano diversi ma sintomi di una malattia che può avere una genesi comune. Perché?
Anche se non mi piace, segue un ragionamento partendo dal tetto che in questo caso è costituito da affermazioni ripetute all’infinito ma senza conseguenze e soprattutto senza ricerca di spiegazioni: disaffezione dalla politica, distanza fra istituzioni e cittadini, discredito dei partiti. Bisogna recuperare credibilità.
Benissimo. Ma come? Facendo cosa?
Dice Fausto Pellecchia da queste colonne: “Cresce l’ipocrita rampantismo di faccendieri e di aspiranti grand commis e di tutti coloro che giudicano la democrazia un’anticaglia da riporre in soffitta”. Ci sono alcune vicende a noi vicine, territorialmente parlando, pur se lontane dalle vette romane ma candidate a generare astensionismo sicuramente, che possono aiutarci a illustrare come sia difficile raggiungere un qualche risultato soddisfacente. E’ bene esser chiari subito, come si leggerà fra poco, si tratta di accadimenti che rappresentano solo la punta di un iceberg che è cresciuto su fatti che meritano ben più ampia trattazione.
Mi riferisco a due appuntamenti politici già svolti e a uno che dovrebbe svolgersi. Quelli già svolti sono i congressi del PD dei Circoli di Frosinone e Ceccano. Il terzo è quello della federazione di quel partito che forse si svolgerà in qualche mese del primo trimestre del prossimo anno.
Dopo lo scontro interno al calor bianco per l’elezione del Presidente della Provincia, unanimemente giudicato inqualificabile per uno svolgimento senza esclusione di colpi, è presa l’ansia (giusta) di recuperare credibilità. Buona l’intenzione. Si sa, però, che la e le vie dell’inferno sono lastricate non solo di buone ma anche di ottime intenzioni. Con l’occhio alle prossime amministrative dei due comuni s’individuano nomi di persone stimate e se possibile anche amate nelle rispettive comunità di partito e cittadine. Queste scelte che dimostreranno come ora il PD è altra cosa da quello che è apparso solo poche settimane addietro sono ardimentosamente promosse e sostenute petto in fuori da più di un paladino. Una splendida gara di emulazione per dimostrare chi è il padre e la madre di queste candidature irrinunciabili, perché miracolosamente catartiche.
Si tutto bello. Un problema. Chi ha i voti per realizzare questa palingenesi? Guarda un po’? I voti ce l’hanno quei due che si sono contesi la presidenza della provincia mimetizzandosi dietro le candidature ma intenzionati a stabilire chi è il più forte del reame PD ciociaro. Il brevetto è collaudato: nomi eccellenti indicati da dirigenti diversi che si misurano se sono più padri di altri e i grandi manovratori si paludano dietro di loro in attesa che poi possano continuare a lasciare immutato il regime bipolare di vita interna al Pd frusinate.
Non sono in discussione qui né la buona fede dei proponenti, né la o le qualità delle candidature (che forse peccano solo d’ingenua presunzione). Qui si vuole porre solo un problema: che credibilità possono dimostrare queste scelte? Sono come le larghe intese che sorressero il governo Monti che produssero un non risultato per i partiti che lo avevano sostenuto e la strabiliante sorpresa del 25% al M5S. In questi calderoni ci perdono solo quelli in buona fede che si giocano la propria credibilità perché mai nessuno si farà convinto che con le loro proposte hanno modificato i comportamenti deleteri di chi spadroneggia il loro partito. Come saranno gli equilibri nelle liste, chi deciderà gli eletti, chi stabilirà le alleanze (lo schieramento che ha eletto Pompeo docet) , quanto tempo durerà questa unità?
In una realtà di mancate, assolutamente mancate soluzioni per la disoccupazione, la sanità, la scuola e la cultura chi volete che si faccia convincere da queste soluzioni.
Ci sono momenti in cui bisogna distinguersi costi quel che costi anche rinunciando a una paternità.
E qui si pone la seconda delle questioni: il Congresso della Federazione che la brillante e autorevole Sara Battisti definisce “come quello che si tiene per una ragione tutta politica”.
Non dubito delle sue intenzioni. Credo fermamente che lei così lo vorrebbe: “L’idea che mi persuade invece è quella di ricostruire una comunità di uomini e donne che si riconoscono in un progetto politico di centro sinistra che sappia” – così scrive la Battisti
Ricostruire, ma quando mai è stata costruita? Se si vuole realizzare questo sogno della giovane dirigente del PD, bisogna sgombrare il campo dalle ragioni e dai responsabili che hanno degenerato il progetto del PD. Facciamo fatica a distinguere in questo partito una sinistra diversa dalla destra. Ci hanno convinto molto tutti quei dirigenti democrat che con ferma determinazione hanno chiesto un commissariamento di lungo periodo per creare davvero le basi su cui realizzare un partito di donne e di uomini con pari diritti e peso democratico, agibile alla discussione sui temi per trovare soluzioni condivise alla gravissima crisi di questo territorio. Commissariamento e primarie chiedono queste forze nel PD. Nel corpo profondo degli iscritti (pochi ormai), dei simpatizzanti (ancora molti) e degli elettori rimasti, questo è quanto si aspettano.
Chi vuole svolgere un congresso già scritto dai numeri del tesseramento se lo faccia da solo, gli altri ne stiano fuori. Stare in minoranza non ha mai ucciso nessuno. E’ solo un nuovo punto di partenza per cambiare le situazioni.
Prendere le distanze con fermezza e senza incertezza apre la strada al recupero della credibilità non solo dei singoli, ma dell’intero partito.

4 dicembre 2014

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.