bandiere cgil 350 260

bandiere-cgil 350-260dalla Cgil di Frosinone riceviamo e pubblichiamo – L’ approvazione della modifica dell’art 18 conferma la volontà del governo di considerare marginale la persona nel processo produttivo.
In Italia ci sono circa 22.000.000 di lavoratori dipendenti, con diverse tipologie di contratto, ma solo per il 10/15 % di essi si applica l’art 18.
Ebbene il governo sostiene che la ricetta per rilanciare l’occupazione è togliere anche a quel 15% diritti e tutele, senza pensare che sarebbe prioritario estendere tutele e ridurre le tipologie di contratto per evitare furberie e illegalità queste si crescenti.

In sostanza si sostiene; che un rapporto di lavoro sempre più precario determini maggiore occupazione ( tra l’ altro in contrasto di quanto ha affermato, proprio in questi giorni, l Alta Corte di Giustizia Europea)

In proposito la Corte ha sancito quanto da noi dichiarato da sempre e la sentenza conferma la bontà del nostro ricorso, in riferimento ai precari della Scuola, ricordo che, a suo tempo, è stata la sola la FLC ( Federazione Lavoratori della Conoscenza) Cgil ha ricorrere alla Corte.

E’ incredibile come ci si ostina a non comprendere l’importanza, invece, di rafforzare e consolidare il rapporto di lavoro, renderlo più stabile, tutelato da regole e certo in prospettiva, solo così si determina un maggiore attaccamento alle sorti delle aziende, un coinvolgimento “naturale ” alle dinamiche produttive.
Nei Paesi dove il lavoro è più stabile è più alta la professionalità.

E scientificamente provato: una persona maggiormente considerata e rispettata è sicuramente più responsabile e coinvolta anche moralmente nelle dinamiche aziendali.

Invece i lavoratori Italiani da anni vengono considerati solo dei costi e quindi si pensa, che tagliando diritti e salari, vedi l’ introduzione del demansionamento, e la possibilità di sottoporli a controlli video sia la soluzione per creare occupazione, è una cosa inaccettabile !! e se queste norme venissero confermate la Cgil farà ricorso, anche in questo caso, all’alta Corte Europea .

Gli Industriali invece di gioire, dovrebbe reagire con sdegno a queste ipotesi, se hanno a cuore il rilancio del paese attraverso il lavoro e la produzione devono difendere i lavoratori e la lo professionalità.

La qualità del lavoro e l’innovazione tecnologica sono le uniche ricette per la crescita e la competitività.

Attaccare e ridurre diritti e tutele non ha mai portato occupazione aggiuntiva, insieme al sindacato, essi, gli industriali, devono pretendere servizi efficienti, infrastrutture adeguate, incentivi per l’innovazione, la crescita delle loro imprese e una tassazione nettamente inferiore all’attuale., sostenendo una vera battaglia contro l’evasione, il sommerso e l’ illegalità.

Invece si continua con le frasi ad effetto, il risultato delle elezioni regionali specie quelle in Emilia Romagna, dopo oltre il 66% dei cittadini non ha votato, dovrebbero far riflettere il Premier, la Cgil non è sola !! la giustezza delle sua ragione è nel merito delle questioni, per questo respingerà con fermezza quanto si continua a propinare a danno dei lavoratori, con manifestazioni, assemblee, presidi e volantinaggi, insieme alla Uil, in tutto il territorio Provinciale e parteciperà in massa alla manifestazione Regionale a Piazza SS Apostoli in Roma il 12 Dicembre, giorno dello sciopero generale.

Il Segretario Generale
  (Guido Tomassi)

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